THERION – Con Orquesta

Ammetto candidamente di non avere molto più a che fare con i Therion da molti anni a questa parte, tanto che l’ultimo loro disco che ascoltai per intero fu il doppio Lemuria-Sirius B del 2004. Parla uno che ha adorato soprattutto quelli della seconda metà degli anni ’90 (Vovin continua ad essere uno dei miei dischi metal preferiti di sempre), ma quel poco che ho ascoltato dei lavori successivi ai due sopracitati ha detto veramente poco o nulla. Dal vivo li ho visti solo una volta all’Orion di Ciampino nel 2018 (uno delle peggiori acustiche esistenti di sempre), per fare un favore ad un mio amico che continua ancora oggi a stravedere per il gruppo svedese: il concerto fu terribile e reso tristissimo dal pubblico che dire esiguo è un eufemismo, tanto che ad un certo punto, annoiatissimo da una scaletta che prediligeva il pessimo Beloved Antichrist appena uscito, mi sedetti e mi misi a contarli uno per uno, eravamo 54 persone presenti.

Per questo Con Orquesta invece, dal punto di vista delle presenze direi che è andata un pelino meglio: 11mila persone in un’arena di Città del Messico completamente esaurita per un concerto registrato sul finire del 2024 e, come evoca perfettamente il titolo del disco, con un’intera orchestra di supporto. I Therion avevano già registrato altri live album, ma fidatevi che come prestazione e soprattutto resa sonora questo è il migliore in assoluto, come confermato dallo stesso Christofer che ha parlato addirittura del più grande show mai fatto dai Therion.  La scaletta ovviamente pesca soprattutto dal materiale della band che si presta meglio a far esaltare il lato sinfonico della band, quindi grande spazio agli ultimi tre Leviathan (che ammetto di non aver mai sentito prima, ma sono molto meglio di quanto immaginassi), ma anche a quel capolavoro di Vovin con ben tre estratti (The Rise of Sodom and Gomorrah, Birth of Venus Illegitima ed una Draconian Trilogy assolutamente da brividi), la meravigliose Asgard e Via Nocturna dei sottovalutatissimi The Secret Of The Runes e Deggial, oltre ovviamente alle due immancabili perle di Theli, The Siren of the Woods e To Mega Therion. Manca ovviamente tutta la parte death metal degli inizi, ma non è una novità, e non avrebbe neanche avuto un gran senso in questo contesto, mentre purtroppo sono presenti due estratti dell’imbarazzante Les Fleurs du Mal e fortunatamente nessuno da Beloved Antichrist, i due punti più bassi della discografia dei Therion.

In generale comunque Con Orquesta ha tutte le caratteristiche giuste di come dovrebbe suonare un live album, grazie anche alle prove vocali a dir poco sublimi del solito Thomas Vikstrom ma soprattutto di Lori Lewis (il miglior soprano mai avuto dai Therion, un graditissimo ritorno) e della sua controparte, la spagnola Rosalia Sairem. Veramente un bel live che ha sorpreso anche me che avevo interrotto i rapporti con la creatura di Christofer Johnsson da svariati anni. (Michele Romani)

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