Elisabetta II [1926 – 2022], la regina che ha visto nascere il metal

Su Metal Skunk raramente ci occupiamo dei pettegolezzi del mondo, tuttavia con l’Inghilterra abbiamo un debito sia morale che artistico, quindi quando succede qualcosa di tragico in quel paese ci sentiamo toccati, almeno in parte.

A dire il vero non possiamo sapere fino in fondo che tipo fosse questa Regina Elisabetta II, tuttavia capiamo che fosse una persona di buonsenso, qualità che manca troppe volte in questo mondo. Poi era una che è sempre stata lì, come ha ricordato oggi Mick Jagger, non ci aspettavamo che potesse mancare, non in questo momento.

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Ma per noi la cosa più importante è che abbia visto nascere e andare i movimenti musicali che ci riguardano, i gruppi e gli artisti che hanno fondato il nostro genere. Durante il suo lunghissimo regno ha visto nascere e crescere il nostro amato heavy metal. Il metal è nato in Inghilterra, la NWOBHM è un fenomeno dell’era elisabettiana seconda, quindi noi, consapevoli che nelle vicende musicali, così come in quelle umane, vige inesorabilmente il teorema degli Ulver, omaggiamo la regina Elisabetta Seconda, che ci ha lasciato oggi dal castello di Balmoral. (Stefano Mazza)

RE-Ozzy

Una voce per tutti noi

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10 commenti

  • Una istituzione incomprensibile. Per me ogni pseudo nobile andrebbe passato a fil di spada.

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  • HAIL TO ENGLAND!!!

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  • MisantropoASensoUnico

    Ma vaffanculo alla regina e alla sua stirpe

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  • cippalippaunited

    insomma alla fine pure ozzy come i biglietti dei ratm a 140 dollari , viva la regina e le colonie ( giusto perche’ ci sono quelle centinaia di milioni di persone nel mondo che probabilmente stanno festeggiando )
    diobono che delusione sta gente ( i.e. mustaine ) , alla fine sono dei piccoli borghesi che vivono nel lusso con le guardie alla porta e la scorta quando escono di casa , ma che vada a prenderselo nel culo . giusto grazie per i primi 4 dischi dei sabbath e tanti saluti

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  • Ours is the kingdom of steel. Altro non c’è.

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  • La domenica del 30 gennaio 1972, alle ore 14:45, partì una marcia pacifica anti-internamento. Circa quindicimila persone iniziarono a camminare per raggiungere il municipio della città. Il fiume di manifestanti incontrò però una barricata creata dall’esercito, decisero così per una modifica del percorso originario. Ma verso le 16 i paracadutisti ricevettero un ordine: attraversare la barricata e arrestare i rivoltosi. Forse i militari lo fecero ricordandosi della frase pronunciata dal loro comandante: “ci serve qualche morto” o forse erano solo pervasi da odio razziale, sta di fatto che lasciarono un’inspiegabile scia di sangue e crudeltà al loro passaggio.
    Alla fine dell’azione militare rimasero a terra 26 civili. In tredici morirono quel giorno, quasi tutti giovanissimi. Tutti disarmati. La violenza fu senza precedenti. Chi fu colpito nel tentativo di scappare, chi sparato alla schiena mentre cercava di mettersi in salvo. Ci fu William, sparato al petto, e poi suo padre Alexander, colpito nel tentativo di soccorrerlo. John e Michael, gli amici di William, colpiti mentre erano rannicchiati per il terrore.
    I paracadutisti sostennero di aver sparato solo ai manifestanti armati, raccontarono di bombe e pistole in mano ai civili. Eppure, durante i fatti di quella domenica, nessun soldato britannico riportò ferite, nessun proiettile e nessuna bomba furono mai ritrovati. Nonostante questo, nonostante le innumerevoli testimonianze, tutte concordanti, di manifestanti e giornalisti e nonostante le prove fotografiche emerse, la tesi dei militari fu confermata dalla ridicola inchiesta che ne conseguì.
    Derek Wilford, il comandante del battaglione omicida, fu decorato cavaliere dalla regina Elisabetta II.

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    • Grazie, pensavo di essere rimasto l’unico a ricordare ciò che quella donna ha perpetrato durante la sua lunga vita, schiacciando il desiderio di libertà del popolo dell’Irlanda del nord. Altro che icona…

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  • Senza entrare nei dettagli che chi sa un minimo di storia conosce, questa ode ad un personaggio del genere (anche) da voi non me la aspettavo, purtoppo

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