Author Archives: Marco Belardi

Riecco Uwe Lulis in ACCEPT – The Rise Of Chaos

Gli Accept sono una delle realtà dell’heavy metal che preferisco in assoluto. Ricordo che quando ero ragazzino ricevetti da mio zio una musicassetta strapiena di ballad e brani di punta di Scorpions, Deep Purple, Def Leppard e altre ottime cose uscite solo ed esclusivamente negli anni ottanta. Ed erano tutte quante band europee fino a che, arrivato in fondo, non potei non notare una seconda cosa: la

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Chiedi chi erano i Sodom

Coi gruppi tedeschi capita spesso di imbattersi in quelle formazioni ammalate di coerenza che nel corso degli anni sono state tacciate di suonare sempre alla stessa maniera. Si tirano per esempio in ballo Accept, Rage o Sodom, anche se in realtà tutti e tre – a un certo punto della loro carriera – sono andati a parare da tutt’altra parte

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Quelli che fanno i buchi alle carpe: CORMORANT – Diaspora

Una band che si chiama “cormorano” rappresenta per me un pessimo biglietto da visita, dal momento che quando andavo a pescare era frequente che mi imbattessi in carpe completamente rovinate dai suddetti volatili. Questi hanno l’abitudine di pescare in immersione, nuotando sott’acqua anche per lunghi tragitti come fa anche il più piccolo Tuffetto, ma non hanno ancora capito che quando la preda è troppo grossa

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Band col trauma: UNSANE – Sterilize

Nei film del terrore viene quasi sempre tirato in ballo il personaggio che ha avuto il trauma, ovvero quell’evento che – spesso accadutogli in età giovanile – lo ha reso il coglione paranoico che giustamente qualche mostro o psicopatico deciderà di attaccare per compiacerci. In musica purtroppo abbiamo visto molte delle nostre band preferite andare a peggiorare in seguito a

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Fenriz guarda come si fa: SLAEGT – Domus Mysterium

Il termine black and roll ha storicamente più autorevolezza di quando a casa nostra si pronuncia roba come governo tecnico. Tuttavia, negli anni qualcosa di accomunabile a quest’etichetta mi ha divertito eccome: non posso non ricordarmi di Fuel For Hatred e del poco altro che sono riusciti a combinare in quell’ambito i Satyricon, o del fuoco di paglia acceso dai Khold

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