Author Archives: Matteo Ferri

Once upon a time in America: i Panopticon

In occasione del recente concerto dei Marduk, assieme a Ciccio e Charles, si faceva il punto sullo stato dell’arte del black metal e si giungeva all’unanime conclusione che, in definitiva, gli americani stessero al black metal come il parmigiano sulla carbonara. Tutt’al più, un disperato sostituto quando scarseggiano i viveri. Le possibili ragioni sono tante e tutte egualmente valide o

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Gli EPHEL DUATH servono l’antipasto: ‘On Death and Cosmos’

Avevamo lasciato Davide Tiso tre anni e mezzo fa, sotto contratto con la Earache, a pubblicare un disco come Through My Dog’s Eyes, seguito di quella mezza bufala del remix di Pain Necessary to Know. Da quel dì, come avviene quasi regolarmente ad ogni uscita degli Ephel Duath, tante cose sono cambiate, a partire dalla line up totalmente rivoluzionata fino

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Tre dischi per sopravvivere all’estate: Catuvolcus, Ereb Altor, Árstíðir Lífsins

L’estate, si sa, andrebbe cancellata dal calendario per decreto regio. Chiunque sia costretto a compiere qualsiasi azione, fosse anche solo quella di sollevare un braccio per prendere un bicchiere da una credenza, da metà maggio a settembre, non potrà che ritrovarsi in questa mia breve considerazione iniziale. Per superare il periodo più brutto dell’anno, facciamo appello ad alcune uscite nordico-epiche

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MARDUK – Serpent Sermon (Century Media)

Devo ammettere di aver ascoltato sempre, e sottolineo sempre, con enorme pregiudizio qualsiasi produzione targata Marduk. Il quartetto classico (Legion, B.War, Morgan e Andersson, per quanto possa essere classico un quartetto appena più longevo dell’attuale) mi ispirava sentimenti di tenerezza e compassione: non riuscivo a comprendere come dei trentenni potessero trascorrere un’intera carriera artistica ad imprecare contro il cristianesimo divertendosi

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Si stava meglio quando si stava peggio: Kaiadas eletto in Grecia

Tralasciando le formali questioni stilistiche e geolocalizzando il black metal degli esordi in un’area ben precisa della Scandinavia, è possibile muovere alcune osservazioni riconducibili alla notizia dell’elezione del bassista dei Naer Mataron al parlamento greco. Detto per inciso, diversi siti metal fanno passare la cosa come un fatto figo o, tutt’al più, divertente e questo è l’aspetto più inquietante di

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