Tre canzoni per fare il botto con la macchina – parte seconda

Sono passati ormai sei anni dal primo, potentissimo, Tre canzoni per fare il botto con la macchina, ma voi il botto non l’avete ancora fatto e siete ancora tutti qui a leggere le stronzate che dico, anziché impiegare il vostro tempo a cambiarvi la fasciatura intorno alla testa o a prendere appuntamento dall’ortopedico per levare il gesso alla gamba. Ma non preoccupatevi, amici miei, eccomi di nuovo, più carico che mai, con tre nuovi brani che vi manderanno dritti dritti contro un lampione se abitate in città, giù in una scarpata se abitate in campagna, o contro altre macchine, simili alla vostra, ma parcheggiate in quinta fila contromano, sulle strisce e con due ruote sul marciapiede se abitate a Roma (e fate bene a tamponarle, se lo meritano).

IMMORTAL – Demonium

Il primo, devastante, minuto di questo brano siete voi, in montagna, a Picco della Sorcaccia (4444 m s.l.m.), alla guida della vostra Jeep Cherokee XJ con ruote termiche, che vi lanciate, alla sorte e alla ventura, verso la slavina più grossa e fragorosa mai registrata in questa parte del mondo.  Eccola, è lì, vi sta venendo simpaticamente, e anche molto celermente, incontro. L’impatto è terrificante. Le possibilità di uscirne vivi sono più o meno le stesse di vedere il Portogruaro battere 0 a 5 il Real Madrid al Santiago Bernabeu. Cosa cavolo state aspettando?

AUTUMN TEARS – A joyless occasion

Così come la scorsa volta vi consigliai la magnifica e sognante Your River dei My Dying Bride (perché il botto in macchina lo si può fare anche sonnecchiando, distratti e assorti nei propri pensieri), oggi tiro in ballo i miei pupilli del Massachusetts, i poeti della decadenza, i mai na JOYLESS, gli Autumn Tears, che se lo meritano, visto che sono il miglior gruppo americano di sempre (ma non diteglielo, loro non lo sanno). Se dopo i primi 50 secondi di questo brano avete ancora una perfetta padronanza del mezzo e non siete con la mente e con il corpo distesi su una nuvola notturna a contemplare dall’alto le aguzze guglie di una cattedrale gotica abbandonata, vi faccio i miei complimenti e probabilmente il botto non lo farete. Però insomma, siamo qui per questo, quindi vi auguro di farlo lo stesso.

LOLLIPOP – Batte forte

A far da quota pop/trash passatista (sono pur sempre il monnezzaro di redazione nostalgico dei primissimi 2000, quindi una cazzatina di quel periodo ce la devo mettere, anche forzando, anche senza un valido motivo) in questa ottima selezione ci sono le Lollipop (le avevate dimenticate, eh?). Ascoltando questo brano in macchina, a “battere forte” non sarà nessun amore senza limite e neanche la passione tra le lacrime, ma la vostra fronte, sul volante, dopo esservi stampati su un bidone dell’immondizia. Oppure sarà il vostro paraurti posteriore contro un muro (fratellì) dopo un’improvvida retromarcia. Il motivo? Semplice: è una cagata di pezzo ma a suo modo, molto a suo modo, incalzante. Quindi, mentre state lì al volante a mangiarvi il labbro, cercando di capire se sto pezzo è una cagata o è incalzante (e quindi con una sua ragion d’essere), vi sarete completamente distratti e all’improvviso SBADABAM, ecco il botto, FORTE, INESORABILE, SENZA LIMITE. (Gabriele Traversa)

Un commento

  • Avatar di Gabratta

    A proposito delle Lollipop ho un aneddoto: conoscevo (stavamo nella stessa stradina al mare) Stella Russo che è stata la finalista della seconda edizione di Popstar, quella sfigatissima che non ricorda nessuno…e infatti non ricordavo nemmeno del trio vincitore (le Lucky Star)

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