Road to WACKEN 2025

Si avvicina l’estate e di conseguenza si avvicina pure il Wacken, ormai diventato appuntamento più o meno fisso. La scaletta di quest’anno è molto particolare: se ci si concentra sui nomi grossi, quelli in alto, sembra un’edizione parecchio sottotono, ma a mano a mano che si scende giù, decifrando i loghi dei gruppi scritti in piccolo e affollati in basso nel cartellone, si scopre parecchia roba buona. Così a naso immagino che la cosa mi costringerà a presentarmi sul pratone molto presto. Quindi, come al solito, faccio qui una lista selezionata dei gruppi che, per un motivo o per un altro, mi interesserebbe vedere, sperando sempre che non ci siano troppi accavallamenti. Pronti?


KING DIAMOND, perché tre anni fa i Mercyful Fate fecero uno dei migliori concerti che abbia mai visto e questo non me lo vorrei perdere per nulla al mondo.

GUNS N’ROSES, gruppo per il quale non ho alcuna affezione sentimentale dato che, a differenza di moltissimi della mia generazione, non sono cresciuto ascoltando i loro dischi. Non mi è neanche mai venuta voglia di recuperarli dopo, perché non sono mai stato un appassionato di quel genere lì. Però non li ho mai visti e magari potrei essere fulminato sulla via del Wacken, chi lo sa.

MASTODON, che sono sicuro saranno una bella bombetta.

W.A.S.P., perché dai cazzo, gli W.A.S.P.!

DIRKSCHNEIDER, e cosa c’è di meglio di sentire Udo cantare davanti a decine di migliaia di tedeschi con la birra in mano?

MINISTRY, che non pensavo esistessero ancora.

FEAR FACTORY, anche solo per sostenere il cantante italiano. Poi se fanno Resurrection o uno qualsiasi dei pezzi di Demanufacture è capace che mi ricrescano i capelli.

SAXON, vedi alla voce W.A.S.P.

FORBIDDEN, perché scommetto quello che volete che faranno uno dei concerti migliori del festival.

OBITUARY, perché il primo amore non si scorda mai.

AUGUST BURNS RED, uno dei pochissimi gruppi di quel genere che apprezzo.

NAILBOMB, perché vent’anni fa avrei dato un dito del piede per poterli vedere.

KATATONIA, con la speranza che facciano più pezzi vecchi possibile.

GRAVE DIGGER, vedi alla voce Dirkschneider.

SCHANDMAUL, per i quali mi preparerò sbronzandomi adeguatamente per entrare nello spirito.

3 INCHES OF BLOOD, di cui non vedo l’ora di cantare a memoria quel paio di pezzi spettacolari dai primissimi dischi, sperando che li facciano.

DECAPITATED, a patto che suonino qualcosa da The Negation.

GEHENNAH, con tanto alcool per prepararsi come si deve.

MACABRE, perché anche qui immagino che sarà uno dei migliori concerti del festival.

MOONSORROW, perché sono uno dei migliori gruppi del mondo.

DARK FUNERAL, il solito Satana, per dirla con Griffar. Ma non li ho mai visti, incredibilmente, quindi…

UK SUBS, i miei 14 anni.

WEDNESDAY 13, per saltellare tutti insieme.

ORANGE GOBLIN, perché li vidi una quindicina di anni fa e non mi presero troppo, quindi vorrei dargli una seconda occasione.

KYLESA, che per qualche tempo furono un mio grosso gruppo-feticcio.

KRISIUN, per motivi che sarebbero troppo lunghi da spiegare qui.

Foto: © WOA / Olaf Malzahn

BENEDICTION, per il tupatupa.

ANGEL WITCH, criminalmente bassi in scaletta. Certe dinamiche non le capirò mai.

MIDNIGHT, per scapocciare.

DROWNING POOL, praticamente una macchina del tempo per i primi anni del 2000.

ZEKE, e chissà, qua potrei pure mettermi a pogare.

TORMENT, perché Heavy Metal Hooligans!

EIHWAR, una baracconata che però chissà, con la giusta atmosfera potrebbe pure prendere bene.

EXHORDER, di cui conosco solo i primi due dischi che però bastano e avanzano per piazzarsi tra le prime file a costo di rompersi qualche costola.

HEVISAURUS, finlandesi vestiti da dinosauri che suonano metal per bambini. Vedo com’è e la prossima volta magari porto anche i miei figli.

HELMET, ‘nuff said.

IN THE WOODS, di cui mi piacciono anche gli ultimi album, nonostante siano imparagonabili ai primi (in tutti i sensi).

MANEGARM, ché un gruppo del genere ci vuole sempre.

Appuntamento il 30 luglio sul pratone, e chi c’è si faccia vivo, magari scrivendo sul nostro gruppo Telegram, così ci organizziamo. (barg)

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