Giacomo Voli prova ad andare all’Eurovision (ma al suo posto ci va Gabry Ponte)
L’industria musicale è in crisi, i dischi non si vendono più e il formato-album in sé sta diventando sempre più datato. E, se questo riguarda il mondo della musica in generale, figuratevi la situazione apocalittica che sta vivendo la nostra musica, quella con le chitarre distorte, diciamo così, che già è diventata fuori moda vent’anni fa e che ostinatamente, e giustamente, rimane ancorata a meccaniche risalenti quantomeno agli anni Novanta. Mi pare fossero i Katatonia che, durante il surreale periodo della pandemia, dissero che qualche altro mese così li avrebbe portati giocoforza a mollare tutto e cercarsi un lavoro normale.
Non ci si deve scandalizzare più di tanto quindi se uno come Giacomo Voli continua a cercare disperatamente di trovare sbocchi mainstream, utilizzando qualsiasi mezzo o mezzuccio per emergere e guadagnare qualcosina in più rispetto a quello che possono garantirgli i Rhapsody of Staropoli Fire. Lungi da noi volergli fare la morale: già avevamo detto che aveva fatto bene a partecipare al programma televisivo All Together Now, peraltro vincendolo, e che, se qualcuno doveva arrivare a guadagnare i centomila euro del primo posto, meglio lui che qualche altro pseudocantante di quelli che si sentono in giro attualmente. Lui era recidivo, avendo già partecipato a The Voice of Italy agli inizi della carriera e arrivando secondo dopo la suora canterina, ma questo immagino lo sappiate già.
Insomma, il Voli ha partecipato al San Marino Song Contest, concorso canoro il cui vincitore ha un posto assicurato per l’Eurovision, al fianco del vincitore di Sanremo e di quell’altro soggetto che canta espresso macchiato perfavore. Non ha vinto: è arrivato ottavo, purtroppo non portando in gara Holy Thunderforce ma un pezzo chiamato Ave Maria, a sua volta non una rielaborazione della celeberrima opera di Schubert essendo, più prosaicamente, una ballatona strappacore sugli immigrati. A vincere è stato il glorioso Gabry Ponte, già colonna degli Eiffel 65, con Tutta l’Italia, ironicamente la sigla del Festival di Sanremo di quest’anno. Secondi classificati tali The Rumpled, gruppo dolomitico di folk irlandese e zufolamento coi piedi. In gara c’era poi tutto un caravanserraglio di personaggi assai eterogeneo, tra cui spiccavano Boosta (il leader dei Subsonica), Marco Carta, Silvia Salemi (quella di La sera a casa di Luca, una roba che forse si ricorda solo Gabriele Traversa, gran maestro del trash e della nostalgia deteriore) e nientemeno che Luisa Corna, arrivata ultima. Gli altri mi pare di non averli mai sentiti nominare. Completavano il parterre de rois Francesco Facchinetti, che presentava, e addirittura come ospite speciale sua altezza imperiale Al Bano, metallaro mancato.
Questo è. Se avete aperto l’articolo pensando di trovare un giudizio morale su Giacomo Voli che si mischia insieme a ‘sta gente devo deludervi. Dopo due talent show, del resto, non credo ci si debba stupire più di tanto a trovarlo là in mezzo. La triste previsione è che, se un giorno il Voli dovesse davvero riuscire a svoltare entrando nel mainstream, Alex Staropoli dovrà trovarsi un altro cantante; ed è un peccato, perché lui ha davvero una voce della madonna. In quel caso, però, spero almeno che lui possa ripagare il lungocrinito tastierista cantando un pezzo dei Rhapsody in prima serata su Rai1. Per tutto il resto che dire, la crisi è crisi per tutti e a fine mese le bollette in qualche modo vanno pagate. (barg)


“non una rielaborazione della celeberrima opera di Schubert essendo, più prosaicamente, una ballatona strappacore sugli immigrati.” eh guarda proprio il tema per far breccia presso il pubblico.
Cmq chiaro che nessuno aveva speranze contro Gabry Ponte, così come l’anno scorso con Achille Lauro
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Achille Lauro tre anni fa, poi per due anni hanno puntato su gente sconosciuta perchè si erano lamentati in quanto per fare l’Eurovision per San Marino devi sganciare soldi (c’è gente che ha dovuto fare selezioni e poi passa uno già famoso), d’altronde San Marino non c’ha un euro per l’Eurovision ma alla repubblica fa gola la pubblicità dell’evento.
Si sono poi lamentati che vincevano gli sconosciuti invece che gente già famosa (insomma si lamentano sempre) e ha vinto quest’anno Gabry Ponte.
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Io non sono un genio del marketing, ma alcuni di questi dovrebbero fare delle riflessioni sui nomi d’arte scelti!
Angy Sciacqua? Teslenko? mammamia
Mi sembrava che uno si chiamasse Troma e quindi si fosse guadagnato il mio rispetto per la scelta “alternativa”, ma poi ho letto meglio, peccato un’occasione persa.
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Ah genio, Teslenko e’ un cantante ucraino…
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Lol, guarda che nin sono nomo d’arte… Teslenko e’ ucraino e Angie Sciacqua e’ belga .. Sono i loro nomi..
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La suora. Ma dimmi te. Poi uno non bestemmia.
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Suora che quando si è tolta il velo non si è ca..to più nessuno, chissà perchè.
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ma se ha vinto 100 milioni di euro ma che ie ne frega?
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100 mila euro.
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Corretto, avevo ovviamente sbagliato a scrivere, non era mica un provino per il PSG
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Per cento milioni di euro forse anche il metallaro più intransigente accetterebbe.
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Giudizi morali sul povero Giacomo in bolletta no di certo, però ecco, poteva portare anche una canzone che non fosse una chiavica totale… il testo su ste due palle di migranti poi, gli occhialini viola e lo smalto nero tipo “vorrei essere Avril Lavigne ma per sfiga sono nato col tarello”. Boh, io ammiro la gente di larghe vedute, che apprezza vari generi musicali ecc ecc., però tenderei a guardare con un po’ di sospetto uno che va al concerto dei Village People con la maglia dei Peggior Amico.
Comunque si è ridotto male pure Gabry Ponte, me lo ricordavo quando faceva il dj nelle discoteche di Torino 25 anni orsono e lo si ascoltava volentieri, ma questa specie di tecnotarantella che ha vinto a San Marino davvero non si può sentire, gli Eiffel 65 al confronto erano i Tool di Aenima. A questo punto chissà gli altri partecipanti..
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In bolletta mica è detto, parliamo di un festival che se lo vinci ti porta a suonare all’Eurovision, uno sei festival musicali più visti al mondo, mica è roba per sfigati.
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Tommaso Lorenzetti la ha presa sul personale, sembra
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Magari è lo stesso Voli, visto che si “lamenta eroicamente”. O magari è Teslenko, quello che tanto bene interpreta il classico ucraino che non disdegna beceri slogan nazionalisti (soprattutto se comodamente al riparo dalle sgrinfie del suo esercito e a 3000km dal fronte)
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Non mi pare che l’articolista del sito lo abbia offeso, considerando le mentalità del metallaro medio la può considerare una grande vittoria il buon Giacomo Voli.
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Siamo in Italia, se vuoi campare di musica questo è: con lui siete più indulgenti rispetto ad altri metallari che escono dal seminato metal, credo sia per l’immensa sua bravura (se uno deve fare schifezze, almeno che le faccia uno bravo) e perchè in fondo vi sta simpatico.
Non credo che i Rhapsody ora come ora guadagnino come ai tempi d’oro e credo che Giacomo Voli abbia studiato musica e non sia un improvvisato ma si deve adattare al contesto, si vede che alla fine è per esigenza e provare a sfondare, non è un “poser” che fa metal perchè altrimenti nessuno se lo cagherebbe.
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Ci hanno provato anche i Nanowar nella prima edizione ma sono usciti al primo turno, portando loro repertorio alle selezioni.
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