Dark sound, ma anche metal: TONY TEARS – La Società degli Eterni
I Tony Tears sono un gruppo italiano di heavy metal oscuro dalla lunga storia, iniziata nel 1988. La loro produzione è stata costante e prolifica, articolandosi in due anime distinte: una classicamente metal, caratterizzata da inconfondibili sfumature dark e “italiane”, come ci siamo trovati recentemente a definirle, mentre l’altra è più sperimentale, votata al dark sound più atmosferico, sempre di tradizione italiana, che corrisponde al lavoro solista di Tony Tears. Se ci avete seguito di recente, avrete notato l’intervista ad Antonio Polidori, ovvero il fondatore dei Tony Tears in persona, con il quale abbiamo parlato della sua concezione musicale e del suo gruppo, nel quale si è formato e su cui ha lavorato per oltre quarant’anni, rendendolo una delle formazioni più longeve di sempre nel panorama dark sound italiano.
Il nuovo album del gruppo s’intitola La Società degli Eterni, è pubblicato dalla I, Voidhanger Records e i musicisti, a parte Antonio Polidori, comprendono alcuni componenti storici, come Davide “Krieg” Ciccarelli alla voce, Sandra Silver (ex Paul Chain e Abysmal Grief) alla seconda voce, Fulvio “Flux” Parisi alle tastiere, due componenti dei Damnation Gallery, ovvero Gianni “Coroner” Queirolo, batteria, e Artorias, che qui si occupa del basso. Per la composizione dell’album ha partecipato anche l’esoterista Daniele Donini, contribuendo al concept filosofico e magico, una parte fondamentale dell’ispirazione dalla quale è nato il lavoro. Dopo le incisioni del disco, alla batteria e al basso si sono avvicendati rispettivamente Luca Lucchini e Walter Garau.
Ci addentriamo ora in questo ultimo lavoro, La Società degli Eterni, che, dopo l’introduttiva e vagamente inquietante Spirits of the Oath, si apre con il singolo Lost Souls in the Pit of Corruption, un brano in cui si può già percepire il suono maledetto tipico dei Tony Tears, ma anche decisamente energico e vitale, sul quale svetta la voce brillante di Krieg e si conclude con una parte recitata in italiano; questo è un dettaglio che troveremo ripetuto in qualche altro brano. Abbiamo subito dopo un momento decisamente più melodico e l’unico con sonorità più aeree e solari, ovvero Angemon, che proprio per questo colpisce, poi si ripiomba nell’oscurità coi brani successivi: The World is the Game of the Dead, The Rage of Unsaid Words, Serpents of the Great Change, The Liturgy of the Smell, che sviluppano il discorso dei Tony Tears attraverso stili variegati e compenetranti: la musica si fa epica e potente, poi vira sul gotico e sul dark, può diventare anche psichedelica e addirittura cameristica, procedendo quasi come una colonna sonora, in particolare nella strumentale La Strana Casa, dove sentiamo coniugarsi influenze alla Goblin e alla Black Sabbath in un connubio di grande effetto. L’eponima La Società degli Eterni possiamo definirla un doom progressivo ed è decisamente dark sound, secondo le definizioni più ortodosse del termine. L’ultima Old Souls è una cover di Paul Williams tratta dalla colonna sonora del Fantasma del palcoscenico di Brian De Palma (1974). Alla fine di questo brano, dopo circa due minuti di assoluto silenzio, c’è un breve recitato corale di parole magiche pronunciate prima alla dritta, poi a rovescio, per trasmettere all’ascoltatore la dimensione occulta e magica dell’opera.
Questo nuovo album dei Tony Tears riesce difatti a esprimere con maestria un’atmosfera esoterica, senza però risultare esclusivo o eccessivamente vincolato a queste tematiche, cosa che permette di apprezzarlo pienamente anche a chi non è interessato all’occulto. La Società degli Eterni, infatti, funziona su più livelli: può essere ascoltato come un album di metal affascinante e coinvolgente e, allo stesso tempo, chi è interessato all’esoterismo potrà scoprirvi un ulteriore strato di significato, ovvero quello di un viaggio iniziatico e simbolico. D’altra parte, l’heavy metal è da sempre fatto chitarre distorte, muri di amplificatori, batterie martellanti, ma è anche un territorio artistico capace di raccontare cose insolite e inaspettate. E dunque, nonostante l’indubbia unità di intenti e di stile, La Società degli Eterni è un album che si mostra multiforme e gradevolmente variegato, dove si coniuga il proseguimento di una tradizione consolidata di dark sound ad un’anima pacatamente sperimentale, avvertibile specialmente nei dettagli, nei passaggi strumentali e nei vocalismi, elevando la musica a una sublimazione che combina tradizione, sperimentazione e profondità narrativa. Il nuovo album del musicista-mago Polidori è artistico, autorale e lo ascoltiamo qui alla sua migliore prova di sempre. La Società degli Eterni sarà una pietra miliare nel percorso dei Tony Tears ed è testimonianza che il dark sound italiano è più vivo che mai.
You have to follow that strange light
[Lost Souls in the Pit of Corruption]
(Stefano Mazza)


