Uno dei più grandi inni al metallo compie vent’anni

Era da tanto che aspettavo di scrivere il ventennale di The Book of Heavy Metal, terzo disco dei Dream Evil, non per scrivere del disco in sé ma per la devastante apertura, chiamata The Book of Heavy Metal (March of the Metallians), che è uno dei pezzi che più riesce a rappresentare compiutamente l’heavy metal e tutto ciò che rappresenta. Testo, musica, persino il video. Questa canzone è l’heavy metal. Riffone da scapoccio, batteria dritta a martello, urla stridule, chitarre che fischiano, e soprattutto un testo (a firma di Snowy Shaw) che è insieme un manifesto di vita e una dichiarazione d’amore al metallo. E poi, per chiudere il cerchio, il video perfetto, con tutto quello che si deve pretendere da un video heavy metal, con la teatralità, l’arroganza, financo la fumettosità, perché poi questo è il metallo e inutile che ci prendiamo per il culo. Io ve lo lascio qua sotto e credetemi, sarebbe molto meglio per voi che lo guardiate e lo mandiate a memoria, ma vale comunque una descrizione. Perché non c’è molto di meglio che guardare il video di una canzone così incredibilmente spaccaculo e così commovente per il suo significato mentre i componenti del gruppo si mostrano truccati e vestiti da cattivi di Mad Max, coperti di vernice argentata in un paesaggio lunare, con pure un mostro brutto che emerge gigantesco nel cielo circondato dai fulmini, sparando raggi elettrici dalle mani e proclamando con voce alterata la teogonia del metallo.

Non so se riesco a spiegarmi, ma preciso ancora: Snowy Shaw suona la batteria (borchiata) praticamente in piedi e vestito da capobanda di Ken il Guerriero, il cantante gira in salopette reggendo un coso che a un’estremità è un martello da fabbro e all’altra è una mazza chiodata PERCHÉ SÌ, il bassista sfoggia una collezione di facce cattive a metà tra Abbath e un personaggio di un cartone animato e poi Fredrik Nordstrom (perché ricordiamo che i Dream Evil sono un progetto di Fredrik Nordstrom – QUEL Fredrik Nordstrom – e Gus G) che chiude il pezzo facendo strillare la chitarra esattamente come dovrebbe fare la chitarra in un assolo messo alla fine di un pezzo del genere. È tutto così sovramagnificentissimamente sublime e ti ricorda, ancora una volta, perché it’s more than our religion, it’s the only way to live.

Il resto del disco è coerente col suo voler essere un omaggio alla musica più spaccaculo del mondo, essendo una raccolta di undici canzoni che vanno dall’hard’n’heavy anni 80 all’heavy/power metal (ma mai power vero e proprio, pur nell’accezione personale che i Dream Evil avevano mostrato nei primi due album), con risultati altalenanti ma che in verità dipendono quasi completamente dai gusti personali dell’ascoltatore. Il capolavoro è la seconda, Into the Moonlight, che ha un ritornello da far scoppiare il cuore ed è il più accostabile al metallone dei due precedenti album; per il resto c’è davvero di tutto, con una gamma di influenze vastissima. Ma la grandezza dell’omonima in apertura è talmente magnificente che tutto passa in secondo piano, tanto che The Book of Heavy Metal può essere considerato un singolone con undici bonus track. Sulla band in sé nulla da dire, perché coi nomi coinvolti sarebbe quasi da considerare un supergruppo, però vale la pena ribadire che bella voce abbia Niklas Isfeldt. Ora vi lascio al video e vi consiglio vivamente di leggere pure il testo. (barg)

I’D SIGN A CONTRACT WITH THE DEVIL
I’VE TRIED FOR SO VERY LONG
I’D DIE TO BECOME IMMORTAL
THAT’S WHY I SING THIS SONG

AM I A WANNABE? HAVE I NO DIGNITY?
WHO’D GIVE UP ALL MY LIFE TO BE
IN THE BOOK OF HEAVY METAL!

IN LIFE I HAVE NO RELIGION
BESIDES THE HEAVY METAL GODS
WEAR NOTHING BUT BLACK SKIN TIGHT LEATHER
MY SKIN’S CLAD WITH METAL STUDS

DON’T NEED NO FLASHY HOUSE, NO CAR OR UGLY WIFE
THE ONLY THING I WANT IS WHAT MY PARENTS DON’T
NEED NO WIDESCREEN TV, NO IN ALL HONESTY
THE ONLY THING I WANT: TO BE
IN THE BOOK OF HEAVY METAL!

IN LIFE, METAL!
TO DEATH, METAL!

I’VE SIGNED A CONTRACT WITH THE DEVIL
I’D LIKE TO BECOME A STAR
I’D DIE TO BECOME IMMORTAL
THAT’S WHY I PLAY THE GUITAR

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