Avere vent’anni: TEMPLE OF BAAL – Servants of the Beast

Mi capita spesso di utilizzare la ricorrenza ventennale di un disco di qualche band sconosciuta ai più per presentarvi la carriera complessiva della stessa in modo più esauriente, si sa mai che vi colga la curiosità e che questa vi porti ad ascoltare anche tutti gli altri dischi. Nati nel 1998, i francesi Temple of Baal hanno sempre portato avanti un’idea blasfema e satanica ispirandosi alla prima scena norvegese, quindi trascurando per la maggior parte quanto fatto dai loro conterranei delle Black Legions e preferendo piuttosto richiamarsi ad influenze meno scontate come potrebbero essere Sohrin e Setherial. Dopo le demo Satanas Lux Solis e Black Unholy Presence, quest’ultima ristampata un paio d’anni dopo la sua uscita dalla cult label francese Oaken Shield con l’aggiunta della cover di Woman of Dark Desires (tanto per ribadire chi fossero i mentori del gruppo), nel 2001 esce lo split LP con gli Eternal Majesty. Lo pubblica la End All Life in sole trecento copie esclusivamente in vinile, diventando in breve tempo sogno proibito di migliaia di blackster sparsi per il globo per via della stretta limitazione e per il blasone dell’etichetta stessa, perché qualunque titolo essa pubblicasse diveniva immediatamente oggetto di culto. I prezzi schizzarono alle stelle in breve tempo, oggi lo si porta a casa con 20 euro più spese postali, un’inezia. So di gente che si svenò comprandolo su Ebay, io essendo amico di Hasjarl avevo le mie 5 copie riservate di default quindi l’ho pagato i soliti 37 franchi. Avere i contatti giusti era assai utile a quei tempi. Oggi sarebbe impossibile, ma viviamo un altro mondo (che fatico a definire migliore).

Il disco del quale si celebra il compleanno è il successivo Servants of the Beast, il debutto sulla lunga distanza. Uscì in CD per la succitata Oaken Shield, sette brani per 31 minuti di musica appena. Musica che naturalmente è true black metal spesso impostato su velocità sostenutissime e inframmezzato da sezioni meno tirate di sapore Bathory/Celtic Frost, che garantiscono una certa ariosità alla struttura dei pezzi, quanto mai necessaria perché le composizioni sono tutte molto simili per struttura. Al disco giova pertanto essere particolarmente breve e sintetico, la potenza distruttiva deflagra e distrugge tutto in un lasso effimero di tempo, dalla iniziale Backstab alla conclusiva Ruins passando per l’appena più durevole ed “elaborata” Towards Eternal Death (sei minuti netti, la più lunga). Ulteriore minutaggio sarebbe stato superfluo e avrebbe appesantito inutilmente l’opera: in questo hanno mostrato una saggezza non comune. Registrazione piuttosto low-fi stile vecchi DarkThrone, tecnica strumentale non strabiliante ma appropriata al genere, screaming canonico più che decente e mai troppo sopra le righe ed attitudine demoniaca, malvagia e blasfema a bizzeffe. True black metal, per l’appunto. Non serve altro. Un disco privo di difetti, non particolarmente originale ma suonato con convinzione e passione black metal straight edge.

Nel tempo hanno pubblicato svariati altri titoli: tre split 7 pollici – con Sargeist nel 2004, con Ancestral Fog nel 2006 e con Aosoth nel 2007; altri due split sulla lunga distanza, coi Ritualization nel 2011 e con VI e The Order of Apollyon nel 2017, ad oggi il loro titolo più recente; ed altri quattro ful: Traitors to Mankind nel 2005 sempre per Oaken Shield (probabilmente il loro album migliore) e, per la semi-major polacca Agonia records, Lightslaying Rituals, Verses of Fire e Mysterium tra il 2009 e il 2015, in cui incorporano qualche influenza death metal più pesante e cadenzata, pur rimanendo il loro vagone sempre ben agganciato al treno del black metal più blasfemo ed aggressivo. Dal succitato 3-way-split del 2017 la band è entrata in una lunga fase di silenzio. Attualmente sembra siano on-hold, triste presagio di imminente definitiva fine carriera. (Griffar)

5 commenti

  • Avatar di aijanai

    Ma pensa, Traitors to mankind mi arrivò come promo a casa all’epoca che scribacchiavo. Mo lo riprendo, grazie!

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  • Avatar di ignis

    Eri davvero amico di Hasjarl?

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  • Avatar di griffar

    Sì. Prevalentemente “di penna” perchè ci scrivevamo con regolarità, per via della distanza di persona ci siamo visti poche volte ma quando capitava la nera fiamma era più nera del solito. Ci siamo persi di vista per i soliti casi della vita, io sempre più impegnato col lavoro, lui pure trasformando End All Life in Norma Evangelium Diaboli ed andando avanto con i Deathspell Omega, che non sono una band qualunque e richiedono un impegno più significativo. Se prima ci si sentiva una volta al mese, per dire, poi è diventato ogni due, poi tre, poi il tutto si è diradato fino al nulla di oggi. Me ne rammarico. Ho avuto il piacere di ospitarlo a casa mia in montagna, quel week-end mi rimarrà nel cuore (nero) per sempre, c’era anche Noctu e la sua consorte, Andrea il Pagano, ed altra gente che qualcosina di black metal ne masticava…
    È passato tanto tempo, purtroppo.

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    • Avatar di ignis

      Molto interessante, grazie. Era in contatto con il giro torinese di Andrea, insomma (anche sono cresciuto musicalmente a Torino, diciamo). Io gli scrissi qualche anno fa per consigliare alcune letture, ma non ho mai avuto risposta. Sapresti dirmi se è lui che elabora i concetti teologici dei DSO? Mi è sempre parso ci fosse dietro uno studioso di un certo livello del pensiero di G. Bataille. Sai di chi si tratta?

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