Feticismo e manichini con gli HOLOCAUSTO CANIBAL

Sono portoghesi e, da bravi latini, come si è detto, devono sempre infilare la gnocca da qualche parte. In questo caso specifico una tipa, dall’aria a tratti giustamente perplessa, che, impazzita dopo non essersi vista rinnovare il contratto di somministrazione a progetto interinale ai grandi magazzini, ha sviluppato un inesplicabile feticismo per i manichini, con i quali la vediamo strusciarsi amabilmente mentre quelle personcine ammodino degli Holocausto Canibal (qualunque tributo a Deodato è sempre benvenuto d’ufficio) impazzano:
Fino all’altro ieri non sapevo nemmeno chi diavolo fossero. Il comunicato stampa ci informa che sono arrivati al terzo album, Gorefilia, dal quale è tratta questa Objectofilia Platònica (che, a dirla tutto, non è manco male), e sottolinea che dal disco “si possono attendere, come al solito, autotortura, amore bizzarro e secchiate di sperma misto a sangue (che bello)”.
A me i manichini hanno sempre inquietato. Se mi giro all’improvviso davanti a una vetrina, a volte mi spaventano.

I manichini spaventano specialmente se stai trafugando delle sedie dal parcheggio di un centro commerciale e arrivi a scoprire che quel manichino non è propriamente un manichino, ma un agente della sicurezza che di lì a pochi minuti si metterà ad inseguirti.
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stima assoluta!
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Beh, Fulci fece quella tremenda scena di “Quella villa accanto al cimitero” col manichino a cui si stacca la testa…
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Ho appena rivisto la scena. Grande Fulci, un vero poeta!
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in zombie 90 extreme pestilence ci stanno un sacco di manichini senza testa
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