Skip to content

Intervista agli OBITUARY

28 luglio 2014

obituary-2013

Per una volta, arrivo al Traffic a un orario decente e mi gusto il concerto dei Southern Drinkstruction da sotto il palco. Era un po’ che non incrociavo i romani dal vivo e mi sono divertito anche stavolta. Death’n’roll grezzo e panteroso, sudato e pestone come si addice a testi che vedono nelle distillerie la terra promessa e nell’ubriachezza molesta la redenzione. Il chitarrista Pinuccio si è fatto una chitarra customizzata a forma di logo della band. La gente non è ancora moltissima ma si diverte. Subito dopo ci sarebbero gli Eyeconoclast che mi incuriosiscono parecchio. Drones of the awakening è stato uno dei dischi death metal più interessanti usciti dall’Italia negli ultimi due-tre anni ma tocca uscire e beccare Donald Tardy per l’intervista che potete leggere qua sotto.

Gli rubo una ventina di minuti scarsi, che tra un po’ tocca a loro. Il locale è stracolmo. Stasera scaletta per intenditori. Per festeggiare i venticinque anni di carriera,  gli Obituary suoneranno solo brani dai primi tre album con l’aggiunta di qualche anticipazione dal nuovo disco. Partenza in quarta con estratti da Slowly We Rot che non si sentivano dal vivo da chissà quanto. Chicche al cianuro come Gates of Hell e Bloodsoaked. I classiconi obbligatori da Cause of Death. E ben cinque estratti da The End Complete. Ce n’è abbastanza da mandare in visibilio anche chi, come il sottoscritto, dal loro ritorno sulle scene non si è mai perso una loro calata in terra italica. Terry Butler è una presenza ormai familiare e sembra stia con loro da un’eternità. Il nuovo chitarrista Kenny Andrews se la cava benissimo e la voce di John Tardy è il solito gorgoglio inumano da Grande Antico. Sempre una certezza, insomma.

Sarà stata almeno la settima o l’ottava volta che vedo gli Obituary dal vivo. La prima era stata esattamente dieci anni fa, a Reggio Emilia. Primo tour di reunion con la formazione storica ancora intatta. Un massacro. Frozen in Time non era ancora uscito. Anche in quell’occasione intervistai Donald, che è sempre il classico bravo ragazzo del sud diretto e alla mano. Il batterista della storica band floridiana ci ha parlato del nuovo album, della campagna di crowdfunding per finanziarlo, di che fine abbiano fatto Frank Watkins e Ralph Santolla e del perché Allen West non tornerà mai più…

Avete finanziato il nuovo album tramite Kickstarter e la raccolta fondi è stata un successo. Avevate fissato un obiettivo di 10 mila dollari e ne avete raccolti 60 mila. Come vi è venuta l’idea? Peraltro ha molto senso: in tempi in cui sono rimasti in pochi a comprare musica su supporto fisico, avete chiesto ai fan di dimostrare di essere veramente interessati a un nuovo disco…

Dieci o vent’anni fa una band aveva bisogno di una casa discografica che le prestasse il denaro per registrare il disco per poi rifarsi sulle vendite prima che il gruppo venisse pagato. La triste realtà è che la band avrebbe incassato solo una frazione dei ricavi e non era esattamente il massimo della vita. Nei primi anni ’90, prima di internet, gli album vendevano ancora molto bene perché la gente non aveva altra scelta che acquistarli. Oggi internet ha cambiato tutto: si può ascoltare il disco in streaming gratis o scaricarlo senza pagare e le vendite dei dischi se ne sono andate completamente giù per lo scarico. Non sto dicendo nulla di nuovo e non ci lamentiamo, non si piange sul latte versato. Internet ci ha dato il potere di non doverci inginocchiare davanti a una casa discografica, ci ha rafforzato e, come hai detto tu,  ha consentito ai fan di mostrare i loro colori. Se veramente volevano un album, avrebbero dovuto aiutarci e lo hanno fatto. Siamo molto fieri delle persone che ci hanno finanziato: ci hanno dato la possibilità di andare da una casa discografica e discutere un vero contratto di partnership. Non siamo una semplice band sotto contratto con un’etichetta ma siamo partner. Il che significa dividere con la Relapse i costi di fabbricazione, di stampa, di distribuzione e di marketing e, alla fine, dividere anche i guadagni. Non per tutti i gruppi, magari, ma per noi il futuro è questo. Le etichette continueranno a esistere ma credo che gli Obituary stiano dimostrando che esiste anche un modo diverso di fare le cose rispetto a quello tradizionale. Anche perché quello tradizionale non sta funzionando più.

Se non sbaglio, siete il primo grande gruppo death metal a ricorrere al crowdfunding…

Sì, non siamo stati il primo gruppo in assoluto ma credo siamo stati il primo gruppo death metal non solo ad avere l’idea ma anche a investirci davvero. Abbiamo raccolto un sacco di soldi perché abbiamo dato un sacco di roba fica a chi ci ha finanziato. Roba importante, roba storica. I piatti con cui abbiamo registrato Cause of Death, il rullante che ho utilizzato su World Demise… Chi ha voluto esserne parte, ha messo le mani su roba veramente fica. (Leggi tutto)

E CHI SE NE FREGA #4

25 luglio 2014

Jimi Hendrix got high and Jimi is dead; I went hunting and I’m still Ted. They would ridicule me, laugh at me because I wouldn’t take their drugs. Ha-ha. They’re all dead. (Ted Nugent) “

draiman

Un intenso primo piano di David Draiman, nume tutelare di questa rubrica

Era un po’ che trascuravo questa rubrica (che, lo ricordiamo, è copiata spudoratamente dal glorioso ‘Cuore’ dei primi anni ’90) ma, sarà l’estate, ultimamente Blabbermouth se ne è uscita con una messe ingestibile di notizie delle quali non può importare nulla nemmeno alle nonne delle persone coinvolte. Roba talmente inutile che, al confronto, diventa fondamentale apprendere che:

Randy Blythe dei Lamb of God si è bruciato l’uccello con il caffè bollente

È successo un mese fa. Vi si era versato addosso la bevanda mentre stava in macchina. Ora pare stia bene e si perita di informarci che il suo assistente pelato “si è ripreso al 100% ed è pienamente funzionale, perfettamente capace di svolgere tutti i suoi compiti normali“. Buon per lui. Io una volta commisi l’errore di andare a pisciare dopo aver sbriciolato dei peperoncini con le dita. Ragazzi, non fatelo mai.

Ma forse potrebbe interessarvi di più apprendere che:

Robb Flynn ha mangiato una torta a forma di cazzo per i suoi 46 anni.

Se proprio ci tenete, la foto sta qua.

A questo punto, proseguiamo su questo groove con un altro paio di aneddoti pecorecci, immaginandoci Alvaro Vitali e Gianfranco D’Angelo che si danno le botte sulle palle a vicenda sullo sfondo:

Alex Webster dei Cannibal Corpse parla della masturbazione sul tourbus.

Maggiori dettagli qui. Ché, giustamente, se vuoi interpellare un musicista sul tema dell’onanismo vai a cercare un bassista. Certo, per la categoria è decisamente un colpo, ehm, basso. Poi capisco che Webster ricordi di essere sposato e fedele e, in generale, per i Cannibal Corpse non debba essere comunque semplicissimo attirare frotte di fanciulle smaniose anche se, in fin della fiera, i gusti sono gusti e sono sicuro che là fuori esistono anche le feticiste del collo grosso che si bagnano appena vedono Corpsegrinder.

Billy Gibbons ha toccato il culo sul palco a Taylor Momsen dei Pretty Reckless

Il fattaccio sarebbe avvenuto all’ultima edizione dei Revolver Golden Gods. Il cantante degli ZZ Top si conferma un gentiluomo vecchia scuola. Stima e rispetto. Per la cronaca, Taylor Momsen (attrice salita alla ribalta con la serie Gossip Girl, della quale ho ovviamente appreso l’esistenza due minuti fa via uichipìdia, e poi reinventatasi cantante) è la sgallettata qua sotto: (Leggi tutto)

Il Totem Psych Fest spostato a Roma, confermati gli headliner stranieri

24 luglio 2014

totemnew

Sia pure con una bill ridotta e in una cornice meno suggestiva del castello di Rocca Sinibalda, il Totem Psych Fest si farà. Dopo la cancellazione annunciata lunedì scorso (che gli organizzatori affermano non essere dipesa da loro ma legata alla minaccia delle autorità locali di sospendere il festival in caso di maltempo, nonostante fossero stati predisposti dei piani per tale evenienza), la collaborazione con l’Init e l’AirportOne ha consentito di spostare le esibizioni degli headliner stranieri nell’ambito del festival Roma Vintage.

Questo weekend sarà quindi possibile spararsi comunque dal vivo Blues Pills, Nik Turner, Church of Misery e Radio Moscow a un prezzo decisamente più basso e in una location magari meno affascinante ma decisamente più accessibile (Leggi tutto)

MASTODON – Once More ‘Round the Sun (Reprise)

23 luglio 2014

5a3161c0Mi sono sempre tenuto a distanza dai Mastodon per motivi che non ho mai avuto voglia di approfondire più di tanto. Fino ad ora, ovvero fino all’uscita di Once More ‘Round the Sun, che, al momento, è top album di quest’anno. E allora mi trovo costretto (e credetemi, non ne avevo la minima voglia) a rivedere daccapo il giudizio nei confronti degli americani sorbettandomi di sana pianta la discografia, al fine di recuperare quei due/tre capitoli della loro carriera che avevo scansato per semplice accidia e rinfrescarmi la memoria sui rimanenti. Non nego la portata storica di un album come Remission, che all’epoca non mi annoverava, però, tra i sostenitori della prima ora ma che resta imparagonabile da ogni punto di vista a ciò che è oggi questo gruppo. Per il resto mi trovo costretto a confermare il pensiero che ho sempre istintivamente appoggiato, quello, cioè, di avere a che fare con una band che ha campato di una rendita di posizione che forse è giunto il momento venga un attimo ridimensionata, soprattutto alla luce del suddetto Once More ‘Round the Sun.

Ci sarà sicuramente molta gente che li sente particolarmente vicini ai propri gusti e starà saltando sulla sedia (e qui ragazzi, davvero dai, fate attenzione che alla fine del tunnel masturbatorio in cui vi siete cacciati c’è solo lo djent); personalmente amo il prog ma non quando in suo nome vengono incensati dischi noiosi e non ho più la pazienza per fare l’abitudine a niente che non mi dica nulla dopo due ascolti al massimo. Per dire, il tanto osannato Leviathan non mi piacque all’epoca come non mi piace oggi, anche se nel complesso, a voler essere oggettivi, della prima metà non si può dir male. Blood Mountain è un disco che spreca i suoi aspetti positivi perdendosi nella confusione del virtuosismo a tutti i costi e in una sintomatica mancanza di carattere ed omogeneità, cosa che lo rende tutt’altro che memorabile. E anche in Crack the Skye – con il virtuosismo elevato a potenza e a inconcludenza che, nonostante ciò (o forse proprio per questo motivo), non posso che apprezzare filosoficamente – alcuni pezzi meritano davvero di spellarsi i palmi dagli applausi, però stai lì, li ascolti mentre i quattro si tirano vicendevolmente questi grossi rasponi a due mani e ti poni sempre la stessa domanda: sul serio, dove vogliamo andare a parare? (Leggi tutto)

CANCELLATO IL TOTEM PSYCH FEST

21 luglio 2014

homeboaboa-envsrcboawebsitesite_mediacryingwoman_dot_crop_1

Sono previsti temporali, con fulmini annessi, nell’area del castello di Rocca Sinibalda, dove si sarebbe dovuta svolgere la tre giorni più allucinogena dell’estate, quindi il Totem Psych Fest è stato cancellato. La notizia è una mazzata pesantissima per chi sognava tre giorni di musica e viaggi nello spazio nella cornice di un castello medievale ma il lutto lo elaboreremo dopo, ora le informazioni pratiche: 1) TRE HEADLINER STRANIERI SONO CONFERMATI E SUONERANNO ALL’AEROPORTO DI CENTOCELLE QUESTO WEEKEND: Nik Turner e i Blues Pills venerdì 25 luglio, i Church Of Misery sabato 26 luglio. Non sono ancora stati confermati i gruppi di supporto ma possiamo supporre che verranno pescati dalla ricca messe di band italiane strafiche presenti nella bill. Purtroppo niente Ufomammut e Zu, che si sappia. 2) TUTTI I BIGLIETTI VERRANNO OVVIAMENTE RIMBORSATI: per chi ha acquistato tramite Ticketgate e Paypal sara previsto il rimborso a partire dal 4 di Agosto, chi ha acquistato fisicamente il biglietto su Roma potrà essere rimborsato a mano proprio venerdì 25 e sabato 26 alle due serate a Centocelle, dove il biglietto sarà di 10 euro. Appena avremo maggiori informazioni sui gruppi e gli orari vi faremo sapere. Di seguito il comunicato integrale degli organizzatori. Mannaggia: (Leggi tutto)

Fluttuare nello spazio con il nuovo singolo degli SLEEP

19 luglio 2014

Sleep++logo-e1319691105754

Ora non ricordo se fosse già noto che Cisneros e Pike stessero lavorando a nuovo materiale a nome Sleep. Essendo un loro fan, tendo a scordarmi le cose, ogni tanto. Fatto sta che il singolo The Clarity è il primo inedito pubblicato dal trio dai tempi di Dopesmoker (o di Jerusalem, a seconda delle scuole di pensiero) ed è impossibile non farselo piacere. Dieci minuti deliziosamente psicotropi, con il salmodiare ipnotico di Al e i riff narcolettici di Pike che ci trasportano ancora una volta in un confortevole mondo parallelo dove la gente non ha altre occupazioni se non fluttuare nello spazio profondo e drogarsi come se non ci fosse un domani. Alla batteria c’è sempre Jason Roeder dei Neurosis, salito a bordo in occasione della reunion del 2009. (ascolta il brano)

Radio Feccia #3

18 luglio 2014

anissaeye1

Ho visto cose:

Allora, sono notizie come queste che non ci fanno desistere dalla quotidiana consultazione di Blabbermouth, attività molto spessa noiosa e inconcludente. Non in questo caso, però, grazie all’inconveniente occorso ad Anissa Rodriguez. Infatti abbiamo appreso con stupore e costernazione che alla bassista degli EYES SET TO KILL, gruppo nu-metal americano, si è abbuffato un occhio a causa di un blood clot che, se ho capito bene, dovrebbe essere tipo un trombo. Troppo facile l’ironia, direte voi. E invece noi, che siamo terra terra, ci dobbiamo azzuppare per bene in cose come questa. L’origine di un moniker così strano, cito wikipedia, deriva da una poesia composta da Alexia Rodriguez (sorella di quella con l’occhio abbuffato e chitarrista del gruppo) durante i tempi del liceo. La poesia parlava di un criminale i cui occhi erano impostati per uccidere e di quanto era determinato per raggiungere il suo obiettivo. Adesso potrà farci fuori tutti sparandoci addosso il suo sangue infetto. Ma la vera domanda che ci toglie il sonno ora è: come farà a guardare i bambini povri ne li uochi?

Niggas and posers leave the all

Quel simpatico ubriacone di Chris Holmes, ex chitarrista degli W.A.S.P., ci informa, in una recente intervista, che ha deciso di lasciare gli Stati Uniti perché, a sua detta, la ‘cultura rap’ e la musica per gangster di colore hanno reso l’ambiente invivibile per un musicista heavy metal. Si è trasferito quindi in Francia. In Francia? Qualcuno spieghi a quest’uomo (il quale, non va dimenticato, si bulla di aver provato tutte le droghe sul pianeta) che non troverà poi una situazione tanto diversa lì essendo, quel paese, fertile terreno di coltura di monnezze come questa.

“Me li stoppo al cazzo i Tool” (cit.)

I Tool stanno lavorando a del nuovo materiale. Pare abbiano incontrato dei problemi lungo il percorso. Oddio che palle. Qui la notizia, se proprio vi interessa. Personalmente…

Voce del verbo spammare #1

Che gli Alestorm siano una delle più grandi scoperte dell’umanità è fatto acclarato. I nostri pirati preferiti stanno lavorando a del nuovo materiale (eheh)… No, ancora meglio: il nuovo disco, che si chiama Sunset on the Golden Age, è già pronto e uscirà il primo agosto per la gioia di grandi e piccini. Guardiamoci il video del nuovo singolo Drink: (Leggi tutto)

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 298 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: