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MEGADETH: se ne vanno Shawn Drover e Chris Broderick

26 novembre 2014

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Non ho voglia di mettermi a fare i conti ma credo che Shawn Drover sia uno dei musicisti che ha resistito più a lungo alla corte di Dave Mustaine, dove era rimasto anche in seguito all’abbandono del fratello minore Glen, che era riuscito a tirarlo dentro nel 2004 dopo essere stato assunto come co.co.pro. da una Megadeth spa in cerca di una formazione stabile dopo quella improvvisata (e piuttosto balzana) che aveva registrato The system has failed. Fatto sta che il batterista ha annunciato ieri di aver lasciato la band “per portare avanti progetti propri“. Il comunicato è succinto e formale e non offre ulteriori dettagli.

Oggi è arrivata invece la lettera di dimissioni del chitarrista Chris Broderick, che aveva sostituito Glen Drover nel 2008 e tanto si era fatto apprezzare su Endgame, facendoci pensare che finalmente Rosso Malpelo avesse ritrovato uno sparring partner alla sua altezza. (Leggi tutto)

Ancient VVisdom – Sacrificial (Magic Bullet)

26 novembre 2014

1038Ciò che mi colpì di A Godlike Inferno, debutto degli Ancient VVisdom, fu la capacità di essere al tempo stesso dentro e fuori dal metal. Fuori per quanto riguarda la musica, incentrata sull’utilizzo predominante di strumenti acustici, percussioni e qualche spruzzata di chitarra elettrica; dentro per tutto l’apparato concettuale che sottendeva al disco, devoto a tessere le lodi del divin capro sfoderando un’attitudine spudoratamente in your face e ribelle nel senso più ampio del termine, metal insomma. A Godlike Inferno è e rimane il miglior lavoro della band americana, al netto di un Deathlike non da buttare ma assolutamente non all’altezza del predecessore. Quest’ultimo Sacrificial segna, invece, una trasformazione nel sound degli AVV e, per quanto mi riguarda, un ulteriore passo indietro.

Ciò che salta all’orecchio già dai primi secondi di Rise Of An Ancient Evil è la decisione di incorporare strumenti canonici in ambito metal, accantonando quasi totalmente l’utilizzo di chitarre acustiche che era poi il nocciolo di tutto il discorso portato avanti da questi ragazzi. (Leggi tutto)

AC/DC, il secondo video da ‘Rock or Bust’

25 novembre 2014

L’uscita del nuovo disco si avvicina sempre più, e così anche il momento in cui finalmente usciranno ‘ste cacchio di date del tour degli Ac/Dc con conseguente programma bellico per l’estate (il che vuol dire che, appurato che quest’anno non andranno all’Hellfest, bisogna organizzarsi per andarli a beccare nel primo posto raggiungibile anche a costo di dormire per terra). Anche perché questo sarà molto probabilmente l’ultimo tour: la band ha iniziato a perdere pezzi, e già in questo video non compaiono né MalcolmPhil Rudd, sostituiti rispettivamente da Stevie Young (nipote dei fratellini Young) e Bob Richards, già con Asia e Adrian Smith. Peraltro pare che Brian Johnson, al momento di girare il video, abbia giustificato l’assenza di Rudd come ‘emergenza familiare’.

Rock or Bust è la titletrack del nuovo album, e suona esattamente come dovrebbe suonare la titletrack del nuovo album degli Ac/Dc. Non ero impazzito per il precedente Black Ice (forse l’unico disco dell’intera carriera degli australiani che non mi viene più voglia di sentire); e non mi era piaciuto soprattutto per una questione di produzione; qui il produttore è sempre Brendan O’Brien, ma da queste due anticipazioni il suono sembra leggermente diverso. Ci sono rimasti solo tre giorni da aspettare, perché il 28 novembre Rock or Bust sarà fuori: ci vediamo tutti davanti al negozio di dischi come ai vecchi tempi.  (Guarda il video)

VARATHRON – Untrodden Corridors of Hades (Agonia Records)

24 novembre 2014

16753d8f-a04c-45f8-89d6-a97a7c73ffaaQuando vecchie glorie tornano a sfornare dischi decenti succede che, per attimo, riesci pure a mettere da parte l’astio nei confronti delle reunion e altre operazioni più o meno commerciali, tipo riesumazione di cadaveri e raccolte differenziate, che stiamo subendo ormai da troppo tempo e che stanno trasformando gran parte del metal odierno nel simulacro di se stesso o, peggio, in una triste macchietta. Queste, dunque, sono anche occasioni per andare a riascoltarsi un po’ di roba messa da parte e mai più toccata, per mancanza di tempo o per via della continua rincorsa alla novità o perché semplicemente dimenticata, il che, per quanto mi riguarda, corrisponde sempre un po’ al guardarsi allo specchio. Non voglio buttarla sul patetico o ai livelli dell’intima commozione che attanaglia il sensibile Bargone quando parla dei Rotting Christ, però è vero, a volte ti scopri diverso ma con le stesse opinioni, mentre per certe cose vedi che sei uguale a prima ma hai punti di vista diametralmente opposti, nel frattempo però sono passati venti cazzo di anni.

Tra gli interpreti ellenici della seconda ondata del black metal, imprescindibili erano proprio i Varathron. Dischi come His Majesty at the Swamp e Walpurgisnacht bisognava averli in casa. Personalmente li ho amati ancora di più con l’EP The Lament of Gods, dove per me la più sinfonica The World Through Ancient Eyes bastava da sola a giustificare un’intera discografia, e nella classifica di gradimento individuale li ho sempre posizionati subito dopo Rotting Christ e Necromantia. Ma diciamo anche che, mentre i primi sono rimasti una presenza costante, i Necromantia e i Varathron li avevo praticamente rimossi. È quindi con estremo piacere che ho colto l’occasione per ripassare in rassegna anche altri dischi che il tempo aveva sotterrato e gruppi che, a parte i Thou Art Lord, autori del recente The Regal Pulse of Lucifer (album grezzo ed efficace molto in linea con la storia e lo stile cazzeggione della band), erano venuti in un secondo momento, tipo Agatus, Deviser e Zemial(Leggi tutto)

E CHI SE NE FREGA #6

21 novembre 2014
faceoff

E’ l’ultima volta che il divino Nicolas accetterà un consiglio musicale da quel cretino del figlio

Weston Cage: vorrei tanto far ascoltare gli AMON AMARTH a mio padre

Secondo ‘sto gran figlio d’arte (le cui meravigliose avventure, anche giudiziarie, vi abbiamo già raccontato in passato), il divino Nicolas li potrebbe apprezzare in virtù della sua passione per la mitologia vichinga. E allora fagli ascoltare i Bathory o gli Enslaved, che diavolo, tuo padre mica è un poser del cazzo come te.

Pete Sandoval: la mia fede cristiana non influirà sui TERRORIZER

Peccato, perché l’ultimo album dei Terrorizer era una tale rottura di palle che veramente sarebbe servito un miracolo. Per chi non lo sapesse, il batterista aveva mollato definitivamente i Morbid Angel perché incompatibili con le sue attuali convinzioni religiose. Secondo me è tutta una pantomima: la realtà è che il vecchio ‘Commando’, dopo Illud Divinum Insanus, sarebbe disposto pure ad arruolarsi nell’Isis pur di non essere più associato con il gruppo.

Ozzy Osbourne: la politica è una cosa che non capisco

Magari la prossima volta che guardi un talk show evita di accompagnarlo con un secchiello di ketamina e vedrai che tutto ti sembrerà magicamente più chiaro.

Sempre Ozzy:

“Per me un buon concerto rock è meglio del sesso”

Beh, con la moglie che ti ritrovi non ci vuole molto.

I pompieri vietano agli SLIPKNOT di bruciare merda di cammello al prossimo Knotfest.

“Non siamo più un gruppo, siamo una cultura e una cultura deve avere un odore”, aveva spiegato il clown Shawn Crahan. Sarà. Nel frattempo il signor Jim Root in Scabbia continua a prendersela con Corey Taylor che lo ha cacciato dagli Stone Sour (il miglior gruppo dell’universo) per trasformarli, a sua detta, in una band di “poppy rock radiofonico” (prima invece erano l’anello mancante tra Disrupt e Suffocation). (Leggi tutto)

La finestra sul porcile: Interstellar

20 novembre 2014

interstellar-posterNon che abbia letto molte recensioni di Interstellar, anzi. Voglio dire, già mi annoio se devo rileggere le quattro cazzate che scrivo io (cosa che non faccio quasi mai, con buona pace degli strafalcioni che poi voi, incauti che leggete ‘ste righe, dovete pure sorbirvi), figuratevi un po’ se mi metto pure a leggere le cazzate di qualcun altro.

Però, da quel che mi è parso di sentire da molti di quelli che lo hanno visto, il film sarebbe pesante, almeno in certi punti, e in definitiva non per tutti. Bello sì, ma una mattonata. Non sono d’accordo. Interstellar è semplicemente, e molto banalmente, bello. Molto. Bello non per chi ha i mezzi per capirlo, bello per tutti. Non è un film elitario, per chi magari fa l’astrofisico, l’astronomo o l’esobiologo o per il fan di quella fantascienza che strizza l’occhio più ad Arthur Clarke che non a, che ne so, Edmond Hamilton.

In realtà la tanto strombazzata verosimiglianza scientifica del film non ne è l’elemento centrale, affatto. Ma più in generale in nessuno dei film di Nolan lo è, dove presente, ovviamente. Allora cos’è principalmente Interstellar? Un film sull’amore. Però io scrivo “amore” e a voialtri metallari zoticoni e bruti viene in mente la classicissima stronzata harmony da cioccolatai in salsa spaziale. Sicuro come la muerte. Invece un cazzo di niente, non è così. Ci sono un paio di scene molto toccanti, sicuramente, specie per chi di voi ha figli. O magari sono io che invecchiando mi sono definitivamente rincintrullito, comunque l’amore in Interstellar è una costante universale, o meglio un’ulteriore dimensione dell’universo tanto che, senza svelare nulla della trama a quanti di voi (spero pochi) dovessero leggere senza ancora averlo visto, c’è un dialogo piuttosto importante in merito nella parte centrale del film che, sostanzialmente, lo spiega. (Leggi tutto)

FAITH NO MORE: la versione studio di ‘Motherfucker’

19 novembre 2014

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Things worked out better than we had planned, così esordiva Everything’s Ruined. E chi se lo aspettava qualche anno fa che saremmo stati qui a scrivere del nuovo singolo dei Faith No More. Proprio in questi giorni stavo riascoltando quel gran pezzo che è RV e mi auguravo che Patton e soci avessero mantenuto quell’attitudine lì, quel modo di raccontare storie scomode e fastidiose, con la stessa insana raffinatezza musicale. Quando uscirà il disco, è già facile immaginarlo, da parte dei media più mainstream sarà tutta una rincorsa a proclamarsi estimatori indiscussi della prima ora. Sappiate già da ora che vi diranno un sacco di cazzate e vi riempiranno la testa di superlativi assoluti a prescindere da come verrà fuori ‘sto disco. (Leggi tutto)

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