Author Archives: trainspotting

Fuori dalla mia fottuta proprietà: onorare il Veterans’ Day sparando ai ladri di bestiame

La posizione ufficiale di Metal Skunk sul candidato preferito per la Casa Bianca è senz’altro Hillary Clinton: guerrafondaia, assetata di sangue, spietata, crudele, capace di accogliere con una risata la notizia della morte di Gheddafi, Hillary è davvero la persona più vicina a SATANA che mi venga in mente. In South Park raffiguravano Saddam come la puttanella di Satana; adesso

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Avere vent’anni: SUMMONING – Minas Morgul

Non voglio essere banale, ma è veramente difficile parlare di questo disco. È difficile parlare dei Summoning in generale, perché sono il gruppo meno normale che esista. Non c’è nessuno che abbia mai suonato come loro, e di sicuro nessuno potrebbe mai provare a replicarne l’atmosfera: amare i Summoning è esclusivamente una questione di sensibilità, devono riuscire a toccarti certe

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Avere vent’anni – Morning Glory, gli anni novanta e l’iniziazione all’alcolismo

Probabilmente questo è il disco con cui identifico maggiormente i miei anni al liceo. Ce lo avevano TUTTI, lo conoscevano a memoria TUTTI ed era l’unico che riusciva a mettere d’accordo gli ascoltatori dei Darkthrone e dei Backstreet Boys. Da questo punto di vista, (What’s The Story) Morning Glory è la prova definitiva che non c’è nulla di meglio del

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Avere vent’anni: THE SMASHING PUMPKINS – Mellon Collie and the Infinite Sadness

Mellon Collie è un disco di frammenti; sia perché ogni canzone è scollegata dalle altre ed autosufficiente rispetto al contesto, sia perché i suddetti pezzi hanno la straordinaria capacità di appiccicarsi a dei ricordi specifici: sfido chiunque abbia amato questo disco a risentire Stumbleine o Here is no Why senza ricollegarle immediatamente a frammenti del proprio vissuto, peraltro per qualche

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Avere vent’anni: IRON MAIDEN – The X Factor

Questa è stata la mia prima recensione. Non su internet, ovviamente, e neanche sulla carta stampata; l’ho scritta su un quadernone a caso, senza nessun motivo, perché non l’avevo comprato da molto, The X Factor,  eppure lo stavo già consumando, ed era come se sentissi il bisogno di sfogare tutta l’esaltazione e le farfalle nello stomaco; così, non sapendo suonare,

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