Oscurità e violenza: DEATH DIES – Maledicti In Aeternvm

I Death Dies sono tornati a colpire a inizio marzo con il singolo Asmodevs, primo estratto dal nuovo album Maledicti in Aeternvm, in uscita il 3 aprile per My Kingdom Music. Il brano arriva accompagnato da un lyric video firmato da Gianfranco Logiudice con illustrazioni di Maira Pedroni, e musicalmente travolge in un vortice sonoro veloce e violento, preannunciando quello che sarà lo stile del disco, ovvero un bel cartone in faccia.

Ma facciamo un po’ di storia, perché non abbiamo mai avuto occasione di scriver prima dei Death Dies, che sono stati fondati nel 1995 dal batterista Demian De Saba e da Samael Von Martin, chitarrista, polistrumentista, nonché fondatore degli EVOL. L’obiettivo di questo gruppo era affrontare un percorso diverso rispetto all’esperienza precedente e proporre una musica più estrema e veloce. Nel 1998 uscì uno split insieme ai Satanel, con i quali condividevano due musicisti, intitolato When Death Died / Under A Scarlet Night, per la Maggot Rec., e nel 1999 un 7″ dal titolo The Art of Domination. Alla fine del 1999 gli EVOL conclusero definitivamente il loro percorso artistico e i Death Dies proseguirono, pubblicando il loro primo album nel 2002, The Sound of Demons. Ne registrarono altri due: Product of Hate (2003) e PseudoChristos (2006), poi nello stesso periodo intrapresero un’intensa attività dal vivo sia in Italia sia in Francia, supportando tra gli altri band come Impaled Nazarene, Behemoth e Prejudice, a seguito della quale uscì il live Legione Patavina nel 2010, pubblicato in DVD. Nel 2015 tornano in studio per l’album Legione, che celebrava i vent’anni della fondazione del gruppo, dove reincisero vari brani del loro repertorio, degli EVOL e una cover dei Rotting Christ.

Nel 2022 il gruppo, con una nuova formazione a cinque elementi, ha inciso Stregoneria, che è stato pubblicato a giugno 2023 dalla Time To Kill. Dopo diverse date promozionali a supporto del disco, la band ha iniziato a lavorare ai brani per il nuovo album; la scrittura e la registrazione hanno occupato tutto il 2025. Questo nuovo e molto atteso lavoro dei Death Dies si colloca nel pieno del girone black metal e lo persegue con tre priorità assolute: oscurità, velocità e potenza. Tutti i brani difatti tirano fortissimo, senza sosta, con un’urgenza che sa di lama e di terrore, talmente tanto da spingersi oltre il canone conosciuto del genere. C’è qualche momento più cadenzato o, se vogliamo, meno estremo, in brani come La Casa del Diaol e Patavinorvm Tyrannvs, ma stiamo parlando di un black molto viscerale, che richiama le fondamenta storiche del genere e che riparte dalle premesse dei Bathory più violenti, Hellhammer, Beherit, Blasphemy, passando per l’ovvia stagione norvegese e sconfinando nella velocità dell’hardcore e dello speed-thrash. Questa scelta oggi potrebbe non suonare particolarmente nuova, ma i Death Dies la fecero molto tempo fa, quando certe coordinate non erano ancora così codificate e quando questo tipo di ritorno alle origini rappresentava un atto di rottura vero.

Maledicti in Aeternvm è un altro capitolo di questa saga, che procede con coerenza, grande competenza e con una personalità ben riconoscibile: detto in altre parole, è bellissimo e lo si ascolta dall’inizio alla fine senza sosta, perché suona estremamente ispirato, sincero e riesce a mantenere altissima l’attenzione, grazie ad una capacità di impatto fortissima, che non molla mai, e più lo si ascolta, più travolge e inquieta. C’è un cambio nel personale: dall’inizio dell’anno il bassista dei Death Dies è Walter Garau, noto anche come Wally Ache e incontrato in varie occasioni, il quale ha già suonato dal vivo col gruppo e porterà il suo stile analitico e personale, che facilmente andrà ad aumentare il già abissale livello di oscurità. La formazione attuale si completa con Krom alla voce, Samael von Martin a chitarra, tastiere e seconda voce, Der Todesking alla chitarra e Demian de Saba alla batteria. I Death Dies sono attivi dal 1995, ma sono ancora capaci di suonare come se dovessero dimostrare tutto, adesso. (Stefano Mazza)

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