Avere vent’anni: OPETH – Ghost Reveries
Una cruciale opera di transizione per un gruppo che all’epoca viveva un equilibrio instabile, nonostante una fama ormai consolidata.
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Una cruciale opera di transizione per un gruppo che all’epoca viveva un equilibrio instabile, nonostante una fama ormai consolidata.
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Un festival gratuito con un’accogliente aria da sagra che ci ha fatto sentire subito a casa. L’ambiente perfetto per un gruppo che ha incarnato come pochi il dark sound italiano.
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Carcass, Ihsahn, Leprous, Orange Goblin, Buzzcocks e Sigh tra i piatti forti di un’edizione ancora più eterogenea del solito dell’ormai consolidato festival abruzzese.
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Il terzo album è anche quello della raggiunta maturità per il gruppo finlandese, anche se nelle foto promozionali continuavano a vestirsi da personaggi di Tolkien.
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Per la prima volta in quindici anni di storia, su Metal Skunk si parla bene della band californiana. Lo stagista Colombini ci assicura che qui avevano trovato un sorprendente equilibrio tra classico e moderno: ci fidiamo?
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