L’atteso ritorno di Colui che non può essere nominato
Ovvero BURZUM, ma non potevamo scriverlo nel titolo perché altrimenti sui social ci avrebbero di nuovo penalizzato col rischio di metterci due anni per ritornare alla vecchia media di visite. Quindi KRISTIAN VIKERNES detto VARG, ovvero COUNT GRISHNACKH: lui. Lo specifico nel caso steste pensando che volevamo parlare di un nuovo libro di Harry Potter. Invece vogliamo rendervi notizia del nuovo pezzo del Conte, e non uso la parola singolo perché ormai ha perso di senso. Semplicemente c’è questa traccia da due minuti e mezzo che è stata resa disponibile in rete, come ormai accade, ma suppongo proprio che non ci sia alcun supporto fisico sul quale reperirla.
Anche perché non la comprerebbe nessuno: è un tappeto di tastiere con sopra lui che dice qualcosa in norvegese, e immagino che il tema sia la mitologia norrena perché la traccia si chiama The Reincarnation of Odinn e ormai lui parla solo di quello o, al limite, del suo gioco di ruolo.
Con tutta la buona volontà non so a chi possa interessare una roba del genere che al massimo può andare bene come intro. Tuttavia, conoscendo il personaggio, temo che il prossimo disco sarà tutto così; e paradossalmente va pure bene, perché tre quarti d’ora di ambient siffatto possono sempre servire come sottofondo in una tetra serata invernale. Quello che non ha proprio il minimo senso è estrapolarne un pezzo a caso e metterlo in rete come anticipazione. Chissà, forse per il senso dell’umorismo norvegese questo potrebbe equivalere a un divertentissimo scherzone. Quindi l’unica considerazione che si può trarre è che fra un po’ uscirà un nuovo disco del Conte e che abbiamo trovato qualcosa di nuovo da ascoltare quando sorseggeremo un whisky davanti alla finestra al freddo. Sempre viva il conte Burzum. (barg)

A sto punto meglio la pianoletta giocattolo della figlia, ormai grandicella, di Carlo. Quella con dentro Emerald Sword.
Questo aveva detto che avrebbe smesso nel 2018. Poi c’ha ripensato. E va bene eh, non è che ci scandalizziamo per così poco. Aveva pure detto che il black metal è roba negroide e da inferiori. Poi è uscito Belus.
Ma sta roba qua a chi interessa? Esiste qualcuno disposto a superare i 15 secondi minimi a farsi venire un’orchite per sto “aborto di tubero”?
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Eh, che fine ha fatto l’Artefatto?
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Ma riprendere in mano la chitarra no eh? Vabbè, il pezzo non dice assolutamente nulla di per sé, dovrebbe poi evitare di bofonchiarci sopra. Con tutto che a me thulean mysteries era anche piaciuto, come sottofondo mentre ci si perde nei pensieri o accompagnato da una lettura appropriata fa il suo però…. Vedremo se uscirà un nuovo album
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Se dovesse uscire il disco nuovo contattare Aranzulla per una recensione.
Per la proprietà transitiva der gorilla genetico sud europeo, lui dovrebbe suonare black metal nei Cultus Sanguine. Dovrebbe, ovviamente sta in incognito. Così però te fai sgamà, Aranzù. Senza parrucca er cerchio se stringe.
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Atteso… Ormai chisseloncula?
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L’inutilità messa in musica.
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