Disconnection, l’hardcore italiano negli anni Novanta

Non credo esistano altri libri che trattino solo ed esclusivamente l’hardcore italiano degli anni Novanta, ma, anche nel caso in cui mi stia sbagliando, sono praticamente certo che nessuno sia completo come il lavoro di Giangiacomo De Stefano ed Andrea “ics” Ferraris.

Il libro è una vera e propria cronistoria dell’hardcore italiano degli anni Novanta. Ogni capitolo parla di un aspetto specifico della scena dell’epoca, in ordine più o meno cronologico, e comincia sempre con una sorta di introduzione al tema, sviscerato poi nelle pagine seguenti da una lunga serie di testimonianze dei protagonisti dei tempi d’oro, suddivisi tra membri dei gruppi (soprattutto), gestori di fanzine/etichette ed organizzatori di concerti ed eventi.

Si inizia ovviamente con il 1989: la fine “ideologica” dell’hardcore italiano del decennio precedente, un periodo in cui buona parte dei nomi storici aveva già abbandonato la scena lasciando un vuoto apparentemente incolmabile, e si prosegue con una caratterizzazione del genere attraverso tutti i tasselli che lo hanno composto: la pesante eredità degli anni Ottanta, il progressivo distacco dall’estrema politicizzazione di quella decade, la nascita della new school, l’enorme influenza degli Youth of Today, le seminali scene di Torino e di Milano, le divisioni interne, le contaminazioni, i luoghi che hanno dato spazio ai gruppi, le fanzine e tanto altro, il tutto, ripeto, direttamente dalla viva voce di molti dei protagonisti. Non manca assolutamente niente.

9788894859478.1000

Se avete vissuto questa scena anche soltanto parzialmente, la vostra adolescenza vi si materializzerà davanti agli occhi durante la lettura di queste 416 pagine di carta riciclata che puzza di fanzine sia in senso letterale che figurato e forse, se siete particolarmente anzianotti e sensibili, qualche lacrima solcherà i vostri brutti volti con le prime zampe di gallina già evidenti, ricordando la spensieratezza degli anni migliori che a volte sembrano così vicini, ma sono lontani ormai oltre due decenni.

Le fotografie – rigorosamente in bianco e nero – di live, gruppi, distro e flyers sono la mazzata finale: siete ufficialmente vecchi ed il vostro mondo ormai non esiste più.

La Storia (perché di Storia si tratta, in tutti i sensi) si conclude con un paragone tra la scena novantiana e quella odierna, mettendo in evidenza ciò che resta di quegli anni, e si conclude, ovviamente, con l’epilogo finale.

Inizialmente avevo pensato di inserire diverse citazioni, ma non lo farò. Voi questo libro dovete comprarlo assolutamente e basta. Perché ve lo dico io, quindi fidatevi.

Se siete amanti del genere, è semplicemente un must. Se siete degli appassionati di musica, questa è comunque una lettura consigliata. Se avete vissuto quegli anni, queste 416 pagine vi faranno tornare indietro di oltre vent’anni e alla fine vi ricorderanno che anche se il tempo vola e non ha pietà di nessuno, comunque lo spirito continua. (Il Messicano)

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