Monthly Archives: giugno 2012

Sbratta che ti passa

Durante l’ultimo Maryland Deathfest il cantante dei Rwake si è messo improvvisamente a vomitare sul palco in pieno concerto. Ci pareva giusto rendervene partecipi. L’incidente inizia grossomodo al minuto 2:20. Da notare come Cristopher, tra un conato e l’altro, riesca a proseguire lo show senza fare una piega (magari è abituato). Idolo del decennio.

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Skunk Jukebox: southern discomfort

Da questa parte dell’Atlantico degli Hellyeah frega giusto a me e a qualche altro scoppiato in fissa con Lansdale. Dall’altra sono diventati una specie di gruppo punching ball che tutti prendono per il culo, tipo i Five Finger Death Punch (che però spaccano, oh). Non capisco il perché, Stampede, al netto dei filler, era simpaticissimo. Band Of Brothers, title-track del

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SLASH: il nuovo singolo

Mentre noi stiamo ancora cercando di capire se Scott Weiland sia tornato o meno nei Velvet Revolver (il cantante degli Stone Temple Pilots, non proprio una persona lucida e affidabile, afferma di sì, Slash lo nega), la nota entità astratta con cilindro, occhiali da sole e Gibson (ricordiamo che noi di MS sosteniamo la teoria secondo la quale l’ex chitarrista

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Doppia recensione: SONATA ARCTICA – Stones Grow Her Name (Nuclear Blast)

Trainspotting: Un’analisi più dettagliata la fa Luca più sotto; io non so esattamente cosa dire su questo disco perché non capisco più chi siano i Sonata Arctica, cosa facciano, dove vogliano arrivare, cosa stiano cercando di dire. E mi sento male anche a stroncarli perché l’ho già fatto per Silence e me ne sono pentito (a proposito, visto che se

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