Back from the dead: i Loudblast ci riprovano

Il presidente del fan club dei Loudblast manifesta tutto il suo entusiasmo per il nuovo pezzo della band
In una difficile congiuntura geopolitica che vede le relazioni diplomatiche italo-francesi ai minimi storici di cordialità noi di Metal Shock, da sempre strenui portabandiera dell’europeismo più genuino, abbiamo deciso di dare il nostro contributo alla distensione dei rapporti con quegli spocchiosi ricchioni mangiarane i simpatici cuginetti d’Oltralpe dando spazio al ritorno di uno dei gruppi di musica violenta più illustri della loro terra, i Loudblast. Come non li conoscete? Allora ditelo che siete imbevuti di stolido pregiudizio antifrancese. Sappiate di avere tutto il nostro biasimo umano e intellettuale. Se non avete manco mai visto Dobermann, il vero capolavoro nonché punto d’arrivo indiscusso della cinematografia transalpina, inginocchiatevi sui ceci con qualche gruppo rap parigino in cuffia. Truffaut quando girò i 400 Colpi stava pensando a quel film. Ma non divaghiamo.
I Loudblast, dicevamo. Nei primi nineties godettero pure di una discreta fama, tanto che il loro secondo album Disincarnate, classe 1991, venne addirittura registrato ai Morrisound Studios di Tampa con la produzione di Scott ‘santo subito’ Burns. Molto più interessante e personale, però, la svolta melodico-thrashettona intrapresa con il successivo ep Cross The Threshold, un piccolo classico, e proseguita con il full Sublime Dementia, forse la loro prova migliore. Per fare un altro album, Fragments, ci impiegheranno cinque anni. Poi nel ’99, periodo pessimo per il death metal tradizionale, arrivò lo split. Un altro lustro dopo, nel 2004, l’obbligatoria reunion con quel Planet Pandemonium che non ho mai avuto voglia di recuperare. La sconfitta della Francia ai Mondiali di calcio del 2006 si rivelerà però un colpo durissimo per il morale della band, che si scioglie di nuovo dando la colpa a Marco Materazzi. Oggi l’aggressiva politica estera di Nicolas Sarkozy sembra averli spinti a rispolverare i vecchi dischi degli Slayer e a incidere un nuovo lavoro in studio, Frozen Moments Between Life And Death, in uscita per la pregiatissima XIII Bis Records. E’ stato girato un video per il nuovo pezzo Emptiness Crushes My Soul che, a dirla tutta, non è manco così brutto. Sembra che abbiano cercato di modernizzarsi un pochino con il risultato di ritrovarsi scritto “anni novanta” sulla fronte a caratteri cubitali. Il che non è mica un male, parbleu. (Ciccio Russo)


Il primo video metal che affronta la tematica della zoofilia?
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