Attenti al Croctosquatch!
Fino a ieri non avevo la benché minima idea di chi diavolo fossero i Motherboar, poi su un altro blog ho beccato questo amabilissimo video.
Vengono da Boston e suonano quel metallone hardcorone sludgettone relapsiano che tanto piace agli yankee (ma anche a noi, dai), e sono da poco fuori con il loro secondo album The Beast Becomes The Servant, un lavoro non originalissimo ma abbastanza divertente e sfascione. Certo, di gruppi così ce ne stanno a quintali ma il loro trucido tributo alle atmosfere degli horror americani di serie C, tra tette gratuite e mostracci tentacoluti, ce li rende simpatici. Mi raccomando, ragazzi, ricordatevelo: quando andate in campeggio niente sesso e droga o sarete i primi ad essere mangiati.
In fondo anche ‘sta copertina può essere vista come una versione b-movie di quella di Leviathan dei Mastodon, no? Inoltre, nei giorni in cui il Giappone ha finalmente smesso di dare la caccia alle balene, mi sembrava pure giusto trovare un modo per esprimere la mia passione per mostri marini e affini.


Che poi, se 6 anni fa mi avessero detto che presto sarebbe nata una moda, seppur underground, montata sulla base di una passione americana per i tatuaggi su tutto il corpo di scuola hardcore, lo sludge di terza mano, il classicismo dei thin lizzy (dei quali manco in Irlanda ci si ricorda), l’erba e l’hard stoner, mai avrei creduto che sarebbe durata tanto a lungo.
Fatto sta che dopo Leviathan i Mastodon si sono bevuti il cervello (col bong), e i Baroness (Bargoness) hanno tirato fuori un album di cui ci ricorderemo anche tra 20 anni.
Ma poi basta.
Alla Relapse ci campano sugli utenti fighetti, quando non producono grindcore…
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Avrei parecchio da ridire sulla tua affermazione riguardante i Mastodon.
Blood Mountain è un maledetto capolavoro, anche più di Leviathan.
Crack the Sky è un album diverso dai precedenti, sicuramente meno aggressivo e anche meno immediato, ma rimane un grande album.
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