Avere vent’anni: KATATONIA – The Great Cold Distance
Un album freddo, ostico e connotato da un approccio pesantissimo, tanto nelle strutture che nei suoni. Ancora oggi il lavoro più aspro degli svedesi.
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Un album freddo, ostico e connotato da un approccio pesantissimo, tanto nelle strutture che nei suoni. Ancora oggi il lavoro più aspro degli svedesi.
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Katatonia, The Sword, Sadus, Kataklysm, Runemagick, Aborym, Mötley Crüe, Eldritch e altri ventennali.
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Gli svedesi dal vivo sono sempre una bella esperienza, ma la scaletta infarcita di tracce estratte dagli ultimi album ci fa sperare in un tour celebrativo di The Great Cold Distance nel 2026.
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Un disco cupo, poco coeso, che vira su un prog freddo e moderno. E composto e registrato da Renkse alle spalle di Blackheim. A tratti sembrano i Leprous. Difficile essere oggettivi ma ci proviamo.
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Una notizia inaspettata ma non troppo quella del divorzio tra i due fondatori del gruppo svedese. Il chitarrista era ormai emarginato dal processo di composizione e mal sopportava che la produzione pre-2000 fosse esclusa dalle scalette dei concerti.
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