Avere vent’anni: DARKTHRONE – The Cult is Alive
Il disco che inaugura la fase “punk” delle leggende norvegesi è anche uno dei migliori di quel periodo. Sporco, sguaiato, grezzo, all killer no filler .
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Il disco che inaugura la fase “punk” delle leggende norvegesi è anche uno dei migliori di quel periodo. Sporco, sguaiato, grezzo, all killer no filler .
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Norsk nasjonallromantisk musikk. Una pura e sentita dichiarazione d’amore per la madrepatria Norvegia nell’unico lascito di questa misteriosa creatura di Fenriz e Satyr. I testi violentemente anticristiani e nazionalisti portarono Kari Rueslatten a dissociarsi.
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Un disco minore e storicamente poco considerato nella carriera dei norvegesi, che per questo merita un’accorata arringa da parte dell’Azzeccagarbugli.
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Il ventesimo disco dei Darkthrone non può che esasperare il dibattito tra chi continua a seguire indefessamente le loro uscite e chi, al contrario, non ne può proprio più.
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Il disco che più di tutti racchiude il concetto di true norwegian black metal. Anzi, il disco black metal definitivo, il Quarto Potere del genere.
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