Avere vent’anni: MACHINE HEAD – Through the Ashes of Empires
Il disco con cui i Machine Head si rimisero parzialmente in carreggiata, nonché quello con cui Robb Flynn si parò il culo per l’ennesima volta.
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Il disco con cui i Machine Head si rimisero parzialmente in carreggiata, nonché quello con cui Robb Flynn si parò il culo per l’ennesima volta.
Continua a leggerePensate per un attimo ai dischi con cui siete cresciuti: giustificavamo il modo in cui essi erano stati prodotti negli anni ottanta, semplicemente perché allora non era per niente facile andare oltre a un certo livello; ma è stata la tecnologia a far sì che nel decennio successivo si affermassero dei veri e propri guru degli studios. Se in origine
Continua a leggereSi tratta di un rough mix a cura di Juan Urteaga (a terminare i lavori penserà il vecchio amico Colin Richardson) di un brano che apparirà sul nuovo album della band di Oakland, ancora privo di titolo e in uscita il 27 settembre su Roadrunner. Non sono mai stato un grande fan dei Machine Head ma rispetto molto il corso
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