Splendidi quarantenni: VOIVOD – Rrröööaaarrr
Un caos primordiale, paludoso, di lamiere stridenti. Strumenti che si azzannano a vicenda in un muro denso di nube tossica. I canadesi stavano già facendo la storia.
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Un caos primordiale, paludoso, di lamiere stridenti. Strumenti che si azzannano a vicenda in un muro denso di nube tossica. I canadesi stavano già facendo la storia.
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Ian Gillan era tornato nei Deep Purple. Butler e Ward erano dispersi. I Sabbath di fatto non esistevano più e Iommi decise di incidere un album solista con un Glenn Hughes devastato da anni e anni di eccessi. La cosa non finì benissimo.
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Un classico assoluto del thrash, più influente di quanto si ritenga. La gara a suonare il più tecnico e veloce possibile iniziò anche da qui. Trentacinque minuti di massacro.
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Mezz’ora di macello con brani brevi e frenetici dove si incrociano la furia iconoclasta del NYHC con gli schemi classici del thrash. Il primo disco targato Earache mise d’accordo punk e metallari e aprì la strada al grind.
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Fistful of Metal aveva fruttato un contratto con Megaforce. Ma il gruppo si ritrovò in studio con un ragazzino implume al basso e nessuno alla voce. Finché non si presentò in sala un improponibile cantante glam.
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