Avere vent’anni: STRAPPING YOUNG LAD – Alien
Il miglior disco della band canadese dopo City è anche la sublimazione del decennio perfetto di Devin Townsend, direttore d’orchestra in mezzo al caos.
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Il miglior disco della band canadese dopo City è anche la sublimazione del decennio perfetto di Devin Townsend, direttore d’orchestra in mezzo al caos.
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La separazione con Nick Oliveri, il doposbronza del successo clamoroso del disco precedente, un cambio di genere abbastanza netto. Un album che fu frainteso e resta sottovalutato.
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Il disco della maturazione dell’eccentrico musicista svedese, che taglia i ponti con il passato depressive black e abbraccia un suono più nitido e arioso.
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Non il loro album più brillante, ma comunque l’ultimo che vale la pena di avere sullo scaffale. E non manca qualche bella bombetta ben piazzata.
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Non solo un disco di passaggio tra la fase synth pop e il ritorno al death/doom ma uno dei migliori lavori pubblicati dal gruppo di Halifax nel nuovo millennio.
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