Avere vent’anni: NIGHTWISH – Once
Il disco che fece fare il botto definitivo a Tuomas Holopainen non è all’altezza dei precedenti, ma è l’ultimo con Tarja, quindi anche l’ultimo che abbia senso di esistere.
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Il disco che fece fare il botto definitivo a Tuomas Holopainen non è all’altezza dei precedenti, ma è l’ultimo con Tarja, quindi anche l’ultimo che abbia senso di esistere.
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Il risultato di un percorso nient’affatto scontato, che si snoda attraverso una metamorfosi sonora sviluppata in modo razionale, con una tecnica certosina e un costante sforzo autocritico.
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The Book of Heavy Metal dei Dream Evil passerà alla storia per l’omonima in apertura, un pezzo che rappresenta il metallo come pochi altri. E il video è qualcosa da non perdersi per nulla al mondo.
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Il disco power degli Eldritch e i danni della procrastinazione, l’album della resurrezione di Morrissey, più grande poeta vivente, la follia degli Urfaust, le cantilene del Kotipelto solista, i reperti di Griffar e altri ventennali.
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La normalizzazione forzata di un gruppo che fino a quel momento voleva solo vedere bruciare il mondo. Da qui in poi la strada verso il grande pubblico sarebbe stata in discesa, ma a che prezzo?
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