Author Archives: Marco Belardi

Nelle terre poco estreme: OPETH – In Cauda Venenum

L’odore di decomposizione li tenne alla larga da quell’autobus abbandonato per qualche minuto. Erano riusciti a intravedere – attraverso i suoi malconci finestrini – solo alcuni degli oggetti presenti all’interno: un fucile Remington calibro ventidue, qualche vestito sporco, e, su un tavolino improvvisato da una panca, una specie di taccuino. In calce era possibile leggere a piccoli caratteri In Cauda

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Avere vent’anni: SATYRICON – Rebel Extravaganza

Geograficamente, Rebel Extravaganza rappresenta il punto esatto in cui candide nevicate sulle montagne norvegesi lasciavano spazio a una pianeggiante e infinita distesa di bianchissima bamba. D’uno scenario simile non ci saremmo affatto accorti con una vista aerea: da quel punto di osservazione abeti rossi e betulle si alternerebbero ai moderni palazzoni di Oslo, in uno scenario armonioso e per nulla disturbante

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L’orrenda scissione: ENTOMBED AD – Bowels of Earth

Alla mia mente repelle il solo pensiero degli ultimi accadimenti, e pertanto non vorrei accennarne affatto. E’ unicamente per dovere di cronaca che narrerò di quando lasciai le opprimenti colline di Dunwich per visitare la Svezia. Attratto dalla sconfinata distesa di boschi che il paese offriva – proprio come se un richiamo pulsasse all’interno della mia testa – nel seguire

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Generi musicali scomparsi dal Garmin: KORN – The Nothing

Un giorno guarderò al nu metal come a un qualcosa che non solo ha smesso di dare fastidio, ma che anzi è scomparso dalla circolazione, del tutto. Me lo ripetevo, ci speravo, e quel giorno è arrivato senza neanche far rumore. Arriva per tutte le cose, dopodiché alcune di esse ritornano e alle altre guardiamo all’indietro sorridendo, e tirando fuori

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