Alla scoperta dei NIGHT OF THE VAMPIRE: The Enchanting Winds of the Dreamweaving Masquerade
Il tanto vituperato algoritmo di Spotify ogni tanto ne fa una giusta. Stavo ascoltando uno svenevole gruppo danese in stile Deafheaven (ovviamente per recensirlo, non ho di queste perversioni personali) e alla fine del disco è partita una roba strana che ha subito attirato la mia attenzione. Erano questi Night of the Vampire, che continuo ad ascoltare da giorni e ancora non riesco a inquadrare perfettamente. Arrivati nel 2026 pensavo che difficilmente avrei potuto ascoltare qualcosa di davvero originale, e invece mi sono ritrovato a essere smentito da un gruppo che peraltro non capivo bene da dove arrivasse e neanche chi ci fosse dietro.
Non essendoci una pagina su Metal Archives né, figurarsi, su Wikipedia, per capirci qualcosa ho iniziato a indagare. Le prime notizie certe le ho trovate sulle minimalissime biografie dei profili ufficiali su Bandcamp e Spotify. La prima dice semplicemente “Texas. Black synth from the shadows”, annunciando laconicamente la provenienza e le coordinate stilistiche. La seconda invece recita “Black synth from the Astral Shadow!”, che oltre a ripetere la definizione del genere proposto inserisce un nuovo elemento che non si capisce bene che cosa sia. Astral Shadow è un luogo immaginario, tipo Blashyrk, oppure una località realmente esistente che viene utilizzata per il nome evocativo, tipo Undertaker che veniva presentato come “from the Death Valley” pur essendo in realtà di Houston? Boh.
A quel punto mi è venuta l’illuminazione: il gruppo esce per Profound Lore, andiamo a vedere sul sito dell’etichetta. Ecco cosa ho trovato:
“Night of the Vampire è l’ombra dell’ora delle streghe, che non vede mai la luce del giorno. Espanderà la vostra mente nelle profondità della solitudine psichedelica e le inquietanti sale dell’oscurità interiore.
Se ne avrete il coraggio, il mastermind Astral Shadow sarà la vostra guida attraverso i mondi selvaggi del black metal e della darkwave. Ma fate attenzione, perché se scegliete di intraprendere questo sentiero potreste smarrirvi e impazzire per sempre”
Ora, a parte che sembra scritto dagli sceneggiatori di Boris in versione black metal, questo deliquio acido riesce quantomeno a rispondere alla domanda di prima: Astral Shadow è una persona, e questo dovrebbe essere, immagino, il suo progetto solista. Chi sia poi Astral Shadow non si sa, anche perché non c’è alcuna pagina a suo nome su Metal Archives. La mia investigazione si è fermata qui, sia perché non volevo sminuire il fascino dell’ignoto sia perché quelle bozze di Belardi non si impagineranno mica da sole. L’unica altra cosa che ho scoperto è che questo The Enchanting Sounds of the Dreamweaving Masquerade è il full di debutto, e che prima c’era stato un solo EP di undici minuti del 2022 intitolato Eternal Night.
Parlando finalmente del disco, si tratta di una strana declinazione del gothic rock vecchio stile con un uso peculiare e moderno dei sintetizzatori in stile synthwave. Il contrasto straniante è tutto qui, non certo nell’elemento black metal tanto strombazzato nelle suddette biografie e che semplicemente qui dentro non esiste, a meno che non si voglia considerare come tale uno screaming “soffiato” o appena accennato, che ricorda vagamente quello degli Obsequiae, e comunque tenuto sempre in secondo piano. A conti fatti l’unica cosa veramente black metal qui sono i titoli, che sembrano usciti da un gruppo di black vampiresco anni Novanta, a partire da quello del disco per finire a cose come Beyond the Howls of the Celestial Wolves o Children of the Immortal Blood. Le vibrazioni dell’album sono invece completamente gothic rock, e la sua peculiarità, come detto, è nel contrasto con i sintetizzatori che svolgono un ruolo primario.
L’idea è migliore del risultato, a dire la verità. Il fascino c’è, l’atmosfera c’è, il concetto è mirabile, ma, nonostante tutto, il disco ti lascia una certa sensazione di incompiutezza. Se queste intuizioni verranno sviluppate meglio, il secondo album potrebbe essere davvero un capolavoro. Per ora non ci resta che aspettare fiduciosi e mettere su The Enchanting Sounds of the Dreamweaving Masquerade la prossima volta che ci capita di girare in macchina di notte. (barg)



A questo punto allora dai un ascolto anche ai Keygen Church…
https://keygenchurch.bandcamp.com/album/nel-nome-del-codice
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Qualcuno sa cosa avrebbe detto Mark Zonder per essere estromesso con i Warlord dal Rock Hard Festival tedesco?
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