La capitale del male: i concerti metal e punk di febbraio 2026 a Roma

Si inizia mercoledì 4 con i Leprous all’Orion accompagnati da Ihlo e Crystal Horizon. In contemporanea abbiamo una doppietta grind al forte con Disforia e Plague Bomb o Phantom Menace/ Time In Relative/ Pomerium al Traffic, che replica la sera successiva con il progressive rock dei Ministry of Alchemy. L’attesa è grande per la data dei Messa all’Orion venerdì 6 febbraio, considerando quanto qua dentro si sia usciti quasi tutti pazzi per The Spin. In apertura due certezze della scena capitolina quali Shores of Null e Doomraiser. Io andrò a vedermeli sabato a Pescara perché potrebbe essere l’ultimo tour in cui si riesce a beccarli in un piccolo club.

A Tor Pignattara ha aperto un nuovo spazio, il Magma, che sembra legato al giro dell’Init e, sempre il 6, propone Osmanto/ Sentenza. A pochi chilometri, il Traffic risponde con lo Speedy Pins Festival. Nel menu lo stoner degli Oidio e i Nuovo Disordine Mondiale. Fuori porta, a Frascati, abbiamo Blax/ Lost Reflection/ Everlasting Fall al Pank Rabbit. Sabato 7 ci si rilassa o con la serata Psych, Rock & Space al Defrag (davvero ottimo il cartellone con Orange Pillow Madness, Crabtheory, Weird Bloom e quei pazzi furiosi degli Octonaut) o al Gothic Bar del Reload, dove sorseggiare sangue di vergine sulle note del neofolk di Albireon e Canto di Vesta. Se preferite il metalcore, il Traffic offre invece Crosslane/ Devigan/ Hometown Heroes/ Hiraeth. Se vi piacciono poi le maniere forti allo Spartaco c’è un festivalino trucido con Horrid Human Condition, Antidigos, Underball, The Cheapheads e 612 CO2. Il programma settimanale termina la domenica con i Sons of Lunacy al Let It Beer. 

Serata piuttosto sui generis il 12. La Chiesa Valdese di via 4 novembre ospita il progetto solista di Igor Cavalera, incentrato su sonorità avant-garde, drone e harsh noise. Di spalla Mai Mai Mai. Nel frattempo al Traffic abbiamo il nu metal dei Nailthroat, con Frustrated e Urtica in apertura. Sempre al familiare 738 di via Prenestina, la sera dopo, c’è l’allegro power dei Trick or Treat, in combutta con Risen Crow e Chronosyntesis. A poca distanza, al Friccicore, ci si sbronza in compagnia di Sleazy Bar e Gorilla Pulp.  A riprova che le sonorità goticone un pochino sono tornate, il Traffic sabato 14 propone i Winter Severity Index in formazione originale con i Minatov di spalla. Meanwhile all’Alvarado stoner e dintorni con Sickwood/ 13 Crows on Electric Cables

Calma piatta fino al weekend successivo (per i più eclettici segnaliamo nondimeno i Sick Tamburo il 19 al Largo Venue). Al Traffic il 20 c’è la prima edizione del We Are Deathcore (ben sei bande in programma) e il 21, qua mancare non è un’opzione, Forgotten Tomb/ Patristic/ Bianca/ Kybalion. Una doverosa menzione anche per gli Statuto al Defrag il 20: dal vivo sono sempre una gioia. Alle anime dark raccomandiamo invece Bebaloncar al Magma il 20. E la domenica? Cari blackettoni, fate un bel discorso alle vostre famiglie, ché la sera dopo i Forgotten Tomb non vorrete mica mancare al debutto dei norvegesi Urgehal sotto la linea gotica, vero? Aprono Prison of Mirrors e Noctisium. 

Il 26 è il momento di un altro grosso nome: Harakiri for the Sky al Largo Venue in compagnia dei Klimt 1918. Il 27 la scelta è tra la Underground Metal Night dell’Alvarado (Rust Divide. Level Underground, Wild’n’Wasted) e il Traffic, con un’altra bella rappresentanza del sottobosco metallico romano: Criminal Madhouse Conspiracy/ Motorgod/ Whiskey & Funeral/ The Unlimited Chaos Company

Si chiude sabato 28 con i Camerata Mediolanense preceduti sul palco del Traffic dalle composizioni elettroacustiche di Gianluca Becuzzi, ex Limbo, e dal black dark ambient dei New Risen Throne. Ci si vede in giro. (Ciccio Russo)

4 commenti

  • Avatar di nxero

    credo ci sia un refuso nella data dei Messa, non è a gennaio…

    PS: a parere personale “Close” e “Feast for water” erano migliori di “The Spin” ma son gusti eh, io me li vedo a Torino il 13.

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    • Avatar di Ciccio Russo

      Grazie per la segnalazione, corretto, è stato un errore di sbaglio. PS Anch’io li preferivo all’epoca ma “The Spin” mi è piaciuto comunque moltissimo, temevo che dopo “Close” rischiassero di incartarsi.

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      • Avatar di nxero

        È comunque un bellissimo disco, solo mi sembra un po’ il classico disco di transizione, con brani molto differenti tra loro, quasi che fossero un po’ incerti sulla direzione da prendere. Comunque incartati no, assolutamente.

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      • Avatar di Ciccio Russo

        Io avevo visto più il precedente come disco di transizione, in questo una direzione precisa la trovo.

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