Frattaglie in saldo #64
Gli Kvaen sono tra i migliori cloni dei Dissection in giro, quindi bellissimi a prescindere. I Thyrathen so’ greci, so’ ‘bboni, dite la verità. I Pathology sono ormai un’altra band.
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Gli Kvaen sono tra i migliori cloni dei Dissection in giro, quindi bellissimi a prescindere. I Thyrathen so’ greci, so’ ‘bboni, dite la verità. I Pathology sono ormai un’altra band.
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Due gruppi italiani per creare un’atmosfera rilassata e meditativa, tra magnetismo indiano e suggestioni urbane.
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Il death doom degli Spectral Voice, l’avanguardia europea dei Defacement, gli ormai non più deathcore Job for a Cowboy, le sberle in faccia dei Concrete Winds, il ritorno dei Massacre e il secondo disco dei marcissimi svedesi Rotpit.
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Griffar continua a ripescare chicche uscite quest’anno in ambito black: stavolta è il turno dei romani Aita e poi di Inherits the Void, Arkuum, Bloody Keep e degli Urstrid, evidentemente innamorati dei primi Satyricon.
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Due belle bombette r’n’r dall’Ontario: Crimes of the City degli Ian Blurton’s Future Now e Too Hot to Sleep dei Daniel Romano’s Outfit.
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