R.I.P. Paul Di’Anno [1958-2024]

Io avevo quattordici anni ed ero una zecca, mentre F. invece era un coatto, ma coi soldi. Però ci rispettavamo, forse ci stavamo anche simpatici. Non l’ho mai capito. Lui i dischi li comprava solo in originale, tanto sganciava papà, copiosamente. Io avevo fame di musica e raccattavo tutta quella che mi riuscivo a procurare, anche senza pagare. Così F. un giorno mi passò due cd originali. Uno era Fireworks degli Angra, ad oggi uno dei pochissimi dischi classici di power metal anni ’90 che posso dire di avere apprezzato. L’altro era l’omonimo degli Iron Maiden. “Tiè, fattece una sega”, disse lui. Ora, cosa ci abbia fatto con quel CD rimane affar mio e sicuro glielo ho restituito intatto, come nuovo. Ma per me ebbe un impatto incredibile, davvero. Più importante sicuro di tutte quelle immagini sensuali che, in fondo, son state quello, una sega e poco più. Questi invece mi hanno cambiato la vita. Prima di quel momento, per me gli Iron Maiden erano la maglietta di Fear of the Dark che indossava uno del quartiere, il più cattivo, quello che bestemmiava tantissimo anche con noi marmocchi in mezzo alle scatole e che suonava la batteria alle due di pomeriggio nel suo appartamento senza insonorizzazione. Se ne fregava di tutto, lui. Faceva un gran casino. Io ero un ragazzino e quelle grafiche credevo significassero una musica altrettanto spaventosa e violenta, che non faceva per me. Poi venne il riff di Prowler e le cose cambiarono.

iron-maiden-eddie-paul-dianno-at-reading-festival-1980-v0-0dyypye3188b1

Me ne innamorai subito, giuro. E mi innamorai da subito della voce di Paul Di’Anno, appena deceduto, oggi. Quindi, anche se sono nato l’anno di Powerslave, per me IL cantante degli Iron Maiden è Paul Di’Anno. Punto. Bravo Dickinson, non dico di no. Non l’ho digerito a lungo, a volte non mi sembra stia proprio a posto con lo stomaco quando gorgheggia, ma poi, a maturità raggiunta, ho fatto pace anche coi suoi Iron Maiden e fino a Seventh Son of a Seventh Son mi sento di dire ogni bene. Ma i primi due, quelli con Di’Anno, per me sono un’altra cosa. Per dire, ho posseduto in vita mia solo una maglietta dei Maiden ed è quella dell’album omonimo. Che ho conosciuto nella ristampa rimasterizzata che circolava nei primi anni Duemila, quindi scusate se per me Sanctuary fa parte della scaletta. 

È ovvio il perché Di’Anno lo preferisca a Dickinson e ad altre decine o centinaia di cantanti di metal classico. Perché è tutto urgenza ed espressività. E spirito autodistruttivo. Perché è rock’n’roll in tutto, senza filtri. Running Free lui la canta e tu gli credi, lui è quello lì. Il rocker, romantico, gentile, il Sistema è una merda e lui lo sfida, e se perde sticazzi. Intanto se la gode. È godereccio, Di’Anno, e uso il presente di proposito perché non mi importa che è morto. Voglio dire, mi dispiace tanto, ma davvero tanto, ma a lui devo se un po’ di sangue nelle vene mi bolle ancora, e da quel giorno, quindi preferisco ricordarlo con una birra e un vaffanculo a chi se lo merita.

16sg7epgyjt714215527076642141670Non sono di quelli che sanno tutto, leggono tutto e vedono qualsiasi cosa riguardi una band che amano, mi ci vorrebbero altre due vite almeno, per cui anche di Di’Anno in realtà non so moltissimo oltre quelle (su per giù venti) canzoni. Però una volta mi capitò di vedere un documentario in cui c’era Dickinson che ricordava quando aveva visto per la prima volta da vivo i Maiden. Vado a memoria, mi sembra dicesse che erano fichi, ma quel cantante… era punk! Detto ovviamente con una vena di disprezzo malcelato e un sorrisetto da stronzo. Proprio così, Bruce, con tutto il bene che ho imparato a volerti, anche a te, Paul era punk ed è quello che tu non potevi essere e che gli Iron Maiden non sono più stati. Guadagnandoci molto, ma per me rimettendoci un pezzo di anima impagabile. E conta che lo so bene che coi Samson spaccavi i culi pure te e che Head On è una bomba a mitraglia. Però Di’Anno era un Eroe e tu no. Perché gli Eroi DEVONO essere drammatici e tu non lo sei. Tu stai bene, vinci sempre. Sei come Achille senza il tallone di Achille. Sei come Alessandro Magno che sa come darsi una regolata a un certo punto con le orge e l’alcool. Chi vuoi che abbia come Eroe un personaggio così. Io sicuro no. E quindi oggi piango Paul, sì, mi contraddico, lo piango eccome. E rimetto su quei due dischi, e risento a rotazione Drifter come fosse l’unica canzone mai composta, con la batteria di Clive Burr che è il miglior batterista che i Maiden abbiano mai avuto, più sicuro di quel caterpillar a sangue freddo e col freno a mano tirato di McBrain (Stratton pure fico, ma Smith è meglio, ok). E quindi ecco, stasera ascolto solo Drifter e magari strappo la linguetta di una lattina e ricordo Paul, che era un Eroe drammatico e punk. Uno dei miei eroi. Che quando cantava certi versi in Another Life, anche se glieli aveva scritti Harris, tu gli credevi. Ci credevi che era sincero. Che a volte era stato stanco della vita e l’avrebbe quasi fatta finita. E che forse ha vissuto così, senza avere molto altro da perdere. E perdendo, calci in faccia. Caro Bruce, io ora ti ammiro, sicuro, ma a quindici anni se avessi sentito quei versi cantati da te non ti avrei mica creduto.

E, caro Paul, mi dispiace se sono finito a parlare di Bruce pure oggi che si dovrebbe parlare di te, piuttosto, ma mi andava di dire come stanno le cose, per me. E quindi niente, ci mancherai. Fai buon viaggio, buon viaggio nell’altra vita. Che giorno di merda, per noialtri che siamo rimasti qua. (Lorenzo Centini)

 

19 commenti

  • Avatar di weareblind

    Storia del Metal. Per il resto, io ho sentimenti precisamente capovolti. I Maiden iniziano con Dickinson. Un abbraccio a tutti i fratelli e le sorelle che oggi si sentono più orfani.

    "Mi piace"

    • Avatar di griffar

      Ma sai, io penso che almeno in questo caso l’anagrafe abbia un peso considerevole. Io ho iniziato ad ascoltare heavy metal acquistando Piece of Mind nel 1984, in cassetta perché avevo solo un walkman, lo stereo sarebbe arrivato solo due anni dopo; avevo dodici anni e mi affascinava la copertina, come a ribadire che secondo me metallaro ci nasci, ce l’hai nel dna. In brevissimo tempo fu automatico recuperare i tre dischi precedenti e l’evidenza che Di’anno fosse uno screamer metal sensibilmente migliore, più coinvolto, coinvolgente senza tema di smentita, senza azzardo definibile iconico. Il cantante metal per antonomasia era lui, per acclamazione, universalmente riconosciuto e Dickinson non veniva accreditato di neanche la metà del talento e del carisma. È solo grazie alla successiva esplosione di popolarità della musica metal qualche anno dopo che Dickinson ha spodestato Di’anno, anche perché lui era già il frontman da molto tempo e i primi due dischi si allontanavano ogni giorno di più in un passato glorioso ma, per l’appunto, passato. Io non oso pensare cosa sarebbe venuto fuori se a cantare, che so, Aces High ci fosse stato un Di’anno non autodistrutto. Non lo sapremo mai.

      Piace a 1 persona

      • Avatar di Fredrik DZ0

        A me ad esempio sentire Dickinson su Phantom of the Opera o Wrathchild.. o qualsiasi altra dei primi due album non fa impazzire, nè ora nè nei vari bootleg anni 80 che recuperai su cassettina. Quei pezzi erano tagliati a misura su Paul, come i successivi lo furono per Bruce (a Blaze la cosa non andò proprio così bene). Era il cantante giusto coi pezzi giusti, una combinazione che si è rotta troppo presto per lui.

        Piace a 2 people

      • Avatar di weareblind

        Non sono d’accordo, nemmeno minimamente. L’immenso potenziale è stato espresso da The Number of the Beast, che mangia e sputa i due album precedenti, fino a Fear of the dark. Di Anno è Storia, ma il salto è stato fatto dopo. Mi pare una immensa operazione nostalgia.

        "Mi piace"

  • Avatar di walterb2010

    Io sono un po’ vecchiotto, quindi acquistai i primi quando uscirono, ed erano una bomba. Purtroppo mai visto dal vivo, allora non c’era internet che ti informava sui concerti. Ma ho recuperato un sacco di registrazioni dal vivo di quel periodo per ovviare, mitica la data a Milano dell’ 80 di supporto ai Kiss. Il bell’articolo dice tutto, non c’è altro da aggiungere.

    "Mi piace"

  • Avatar di Squalo

    Non sono mai stato innamorato di Di’Anno, per quanto mi piaccia molto e anche io la penso come weareblind e Dickinson.

    Grandissimo rispetto per il talento e la storia che ha contribuito a scrivere, ma penso si stia un po’ distorcendo la realtà.

    In Paul si sentiva più urgenza? Probabilmente si.

    Ma non si può negare il fatto che in The Number of the Beast Bruce esprima un’urgenza non meno viscerale.

    Discorso simile si può fare con Nicko.

    Dall’essere sicuramente un batterista più composto e rigoroso, rispetto a Clive, al farlo passare per un batterista freddo e col freno a mano tirato significa stiracchiare esageratamente una riflessione che non è sbagliata ma pur sempre da contestualizzare.

    Se i primi due Maiden erano più “punk” e selvaggi rispetto a quanto verrà dopo…la discografia con Bruce rimane a tutt’oggi ineguagliabile nel saper fondere alla perfezione l’Heavy più puro con una costante tendenza alla sperimentazione, sintomo di quella incredibile vivacità artistica che ha accomunato grandissimi con Black Sabbath, Judas Priest, Queensryche, Savatage…

    Sono sicuro del fatto che senza Bruce, Smith e Nicko non solo i Maiden sarebbero oggi una creatura completamente diversa, ma tutto l’Heavy Metal sarebbe diverso e non so se i Maiden con Paul sarebbero stati in grado di scrivere la storia così come oggi la conosciamo.

    Piace a 1 persona

  • Avatar di Fanta

    Ero poco più di un bambino quando comprai la musicassetta di Killers. Credo di averlo già scritto più volte e non vorrei essere stucchevole e ridondante.
    Ma quel disco e quella voce, in particolare, sono stati un’epifania. La rivelazione, l’in hoc signo vinces e al contempo la capacità negativa di John Keats. La chiave per accedere alla fragile capacità di sostare nell’incertezza, di tollerare la frustrazione.
    Non sono stato io a cercare Paul, è stato lui a svelare, après coup, quale fosse la mia weltanshauung. I Maiden erano, sono e saranno sempre, prima e dopo qualunque trasformazione, Paul Di’Anno. E chissene fotte se ha perso, se è caduto come un Prometeo terreno, come un uomo qualunque. Ciò che ha fatto, non ciò che è stato, riecheggia nell’eternità.

    Piace a 1 persona

  • Avatar di Simone Amerio

    Grazie di tutto, sei stato la mia porta nell’heavy metal, comprai infatti Killers nel 1999 (sì fuori tempo massimo e su consiglio di un mio amico che sicuramente non ascolta metal ma nemmeno hard rock) e non posso non avergli voluto bene, ma gli Iron Maiden senza Bruce non avrebbero fatto il botto e non sarebbero ancora qui a calcare i palchi (ok tralasciamo la qualità delle uscite discografiche dal 2004 in poi). Ricorderò sempre con piacere il doppio live cui assistetti anni fa, uno al Transilvania di Torino, acustico ed intimo, ed uno al Faster, in una delle esibizioni più trash cui abbia mai assistito.

    Un artista letteralmente schiacciato dal peso di due capolavori che non è riuscito a scrollarseli di dosso e ad andare avanti.

    "Mi piace"

  • Avatar di fabio rossi

    Sarebbe stato meglio che gli Iron Maiden avessero continuato con Paul .Qualcuno sarebbe salito sul palco con un occhio muffo e il concerto interrotto per mancanza di lucidità del cantante.Questo raffronto con Bruce,l’ho trovato sempre noioso.E sono uno che preferisce Killer a qualsiasi altro disco degli Iron Maiden

    "Mi piace"

  • heroicb9a580cdd5
    Avatar di Old Roger

    Non mi inserisco nella diatriba Di Anno /Dickinson , sicuramente i primi due album dei Maiden sono un unicum. Rabbia vera , di strada , birra , sudore e potenza , direttamente dai sobborghi proletari di Londra. Ai Maiden posso solo dire grazie , con loro ho scoperto Poe , Coldrige , passando tra carica di Balaclava e la Battaglia d’Inghilterra. Ma mai come nei primi due album li ho sentiti così vicini. Facendo un paragone scontato , Paul era il Bukowski della NWOBHM. Ciao Paul , la terra ti sia lieve

    "Mi piace"

  • Cazha Selvarega
    Avatar di Cazha Selvarega

    Killers è stato il primo album metal della mica vita.
    Lì dentro c’era tutto quello che cercava il mio io 12enne ed è li che ho abbracciato la via del metallo. Oggi a 42 anni, non so se si può dire che Paul Di’Anno in qualche modo mi abbia cambiato la vita, forse è esagerato dirlo.
    Sì, sicuramente è esagerato, ma oggi sono triste.

    "Mi piace"

  • Avatar di Cattivone

    Tra i pochi che considerano Paul il miglior cantante dei Maiden mi dichiaro presente.
    L’ho visto dal vivo due volte, una a Livorno a due passi da casa mia, l’altra al Machete Fest, dove cantava solo i pezzi dei Maiden con una cover band. La serata di Livorno la chiuse con una cover dei Ramones, mentre tornavo a casa col sorriso stampato in faccia sentii una ragazza che si lamentava che non avessero suonato “Fear of the dark”, non averla presa a ceffoni è un rimpianto che mi tormenta ancora. La serata del Machete Fest invece la finii bevendo con Blaze Bailey, ma questa è davvero un’altra storia.
    Non aveva una bella cera, ma era impossibile non volergli bene. Se lo vedevi era proprio lo stereotipo del punk anziano inglese.
    Che la terra ti sia lieve, Paul.

    Piace a 1 persona

  • Avatar di Bonzo79

    l’omonimo degli iron maiden a me piace più di the number of the beast, che ha una porcata inenarrabile come invaders dentro. per me resta il loro miglior disco, anche se dickinson è meglio di dianno. (al secondo posto ssoass)

    Piace a 1 persona

  • Avatar di Dan Beehler

    Conobbi gli Iron Maiden con The number of the beast, ma me ne innamorai con Killers: quel suono oscuro, diretto, compatto e che come un killer ti prendeva alla gola e non ti lasciava scampo. Non avevi tempo per fiatare perchè Clive Burr ripartiva a razzo e ti travolgeva ma poi c’era lui, Paul: te lo immaginavi a petto nudo, sudato che sputava strafottetemente parole di fuoco. Era aggressivo grosso, ma aveva anche stile nel vestirsi. Mi impressionava poi la sua versatilità: passava dai registri delicati di remember tomorrow a fucilate come Wratchild o la stessa Killers. Non c’è un cazzo da fare, già dall’album successivo gli Iron diventarono più tranquilli: il diavolo burattino tenuto da Eddie faceva ridere e Dickinson poteva far paura solo per la bruttezza e non per altro. Ma così è andata la storia.

    "Mi piace"

  • Avatar di mark

    la voce di due capolavori degli Iron impareggiabili.

    Per il resto il (come sempre ottimo) Fuzz ha scritto un articolo su loudandproud estremamente lucido e realistico che ogni persona in grado di andare oltre i patetici ed adolescenziali “rip leggenda” potrà sottoscrivere.

    "Mi piace"

    • Avatar di Fanta

      Ciao Mark, l’ho letto l’articolo su LoudandProud e no, non l’ho trovato né lucido né realistico.
      Non ci vuole un cazzo a proiettare i propri fallimenti e le proprie miserie dentro gli altri. Uno che stimo avrebbe detto: quando usi una persona come acqua-santiera. C’ho visto solo la disillusione di uno che sta invecchiando di merda, con uno stile da pettegolezzo di terza categoria.
      Non c’era nessun bisogno di sottolineare la decadenza di un uomo cui ognuno di noi ha assistito. La cosa che mi dà al cazzo profondamente, è questo alfonsosignorinismo spacciato per punto di vista fuori dal coro. Quando in realtà si sta solo sguazzando miseramente nei luoghi comuni e nel conformismo altezzoso con cui ci piace giudicare la vita degli altri.

      "Mi piace"

      • Avatar di smenc

        Ho letto l’articolo anche io e concordo completamente con te. Un voler essere contro corrente per forza senza avere argomenti, anzi volendo solo mettere in mostra sè stesso. Inutile.

        "Mi piace"

  • Avatar di smenc

    Che bell’articolo. Con il tema della “credibilità” hai centrato il punto. Paul quando canta strappa la pelle dalle ossa, tocca fino all’ultima corda. Charlotte the Harlot cantata da di’Anno da voce, in maniera struggente, a un innamorato ferito e disincantato (cosa non fa accapponare quando canta “Well, Charlotte, you told me you’d love me true). Acacia Avenue, per quanto bella e cantata pazzescamente…per me non trasmette la stessa emozione, nulla da fare (per non parlare di Charlotte the Harlot cantata da Bruce). E la follia e malignità totale della versione in studio di Killers? Mai eguagliata. Su Remember Tomorrow non c’è storia e trovo quasi una paraculata aver dichiarato che non la suoneranno più perché appartiene a Paul e deve riposare con lui. Sarebbe stato bello che la suonassero per omaggiarlo, anzi. Ma Bruce, per me, sa che certe canzoni cantate da lui proprio non ce piaciono :D

    "Mi piace"

Scrivi una risposta a smenc Cancella risposta