Splendidi quarantenni: IRON MAIDEN – Powerslave

Probabilmente il più iconico e iconografico tra gli album degli Iron Maiden, Powerslave contiene alcuni tra i riff più rappresentativi della band in assoluto. È il primo disco in cui non avvengono cambi di line up, quindi può essere ritenuto l’album della stabilizzazione. Con quella formazione, infatti, andranno avanti fino a Seventh Son of a Seventh Son, cioè fino alla chiusura di quella che viene unanimemente riconosciuta come la prima fase stilistica dei Maiden: la golden age. A seguire le cose si faranno più controverse.

È pure l’album della stabilizzazione dell’enorme successo, grazie anche a un mastodontico tour mondiale, il World Slavery Tour, memorabile per le sue trovate sceniche e scenografiche. È pure l’album della forma artistica pressoché perfetta, forse l’apice di ognuno dei suoi membri, un album caldo (chissà quanto influì il fatto di essere stato scritto – in parte – e registrato, nonché disegnato da Riggs, alle Bahamas), meno tecnico di Piece of Mind, più immediato, più veloce e con minori interferenze da parte della produzione. Un disco quindi molto vero ed efficace. Ciò nonostante era poco sentito da Harris, che non lo annoverava tra i suoi preferiti; è stato, invece, per molti anni considerato da Dickinson come il migliore della loro discografia. Comprensibilmente, visto che lo stesso diede un enorme contributo compositivo, a partire dal brano omonimo fino a brani minori (sia letto cum grano salis) come Flash of the Blade, in cui si toglie lo sfizio di trattare una sua fisima di sempre, quella delle spade. A proposito di Flash of the Blade vale la pena ricordare che, nonostante il brano sia stato snobbato per molti anni dal vivo dalla band, fu inserito nella colonna sonora di Phenomena di Dario Argento, pare per merito di Claudio Simonetti.

Prima di venire ai “pezzi”, l’averlo reso così riconoscibile anche tra i “profani” è la potenza delle immagini, dei colori e del concept. Un concept a dirla tutta zoppo, o meglio, un po’ forzato: in realtà, infatti, l’unico pezzo che dà senso e seguito alle immagini di copertina è Powerslave stessa, in cui il faraone morente si lamenta dei limiti del suo potere che lo rendono comunque schiavo della morte. Gli altri brani non c’entrano nulla con le piramidi e i geroglifici: ruotano, perlopiù, attorno ai temi della guerra.

Aces High è il punto di vista di un pilota della RAF che fronteggia gli attacchi della Luftwaffe durante la cosiddetta Luftschlacht um England

Di Flash of the Blade si è parlato. The Duellists è ispirato al film di Ridley Scott, a sua volta tratto dal racconto di Conrad. Back in the Village, che in qualche modo è il seguito di The Prisoner, è la storia di un tizio che è rimasto bloccato in un villaggio (che allegoricamente sta a indicare intrappolato nella propria fantasia, immaginazione, in sé stessi, etc.). E Losfer Words (Big ‘Orra) è un brano strumentale.

Infine c’è Rime of the Ancient Mariner che, come stranoto, è ispirata al poema di Coleridge, che dovremmo aver studiato tutti a scuola.

In buona sostanza, volendo esser freddi, Powerslave può benissimo definirsi una raccolta di brani molto distanti tra loro dal punto di vista tematico ma abbastanza affini da quello musicale, un album che si può dividere in due: quattro brani immortali, che vengono suonati in quasi tutti i concerti, e quattro brani minori, che non hanno mai (o raramente) avuto il privilegio di essere riprodotti live.

Dal punto di vista puramente soggettivo, Powerslave è il primo album dei Maiden che abbia mai ascoltato, quindi per me resta il preferito, quello più affascinante, misterioso, inesplicabile, uno stargate che ormai tanti anni fa mi introdusse in una nuova dimensione di cui non sospettavo lontanamente l’esistenza. (Charles)

9 commenti

  • Avatar di Bonzo79

    A mio avviso, inizia e finisce alla stragrandissima. In mezzo tutte cose carine ma artisticamente sopravvalutate… personalmente scelgo i due album successivi senza se e senza ma

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  • Avatar di SHOW

    Mi accodo al commento precedente. A mio avviso inferiore sia a Piece of mind (più epic) che a Somewhere in Time (il migliore Maiden in tutto). Detto questo, capolavoro assoluto come del resto lo sono i primi sette, senza se e senza ma.

    Pezzo preferiti la title track e The Duellists (quel “OOOH OOOH nel coro mi ha sempre gasato una cifra”).

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  • Avatar di nxero

    Diciamo che fino a “Seventh son” compreso sono tutti molto belli, sarò banale ma i primi tre sono quasi ineccepibili… qui qualcosa scricchiola un po’ secondo me. A proposito di brani sottovalutati il mio preferito rimane “Still Life” da “Piece of mind”, un piccolo capolavoro.

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  • Avatar di EXO

    Capolavoro, per me la golden era degli Iron Maiden è dall’ 84 all’88 (Sevennth, questo e Somewhere), mi piace molto anche Brave New world perchè va a ricalcare proprio questo periodo, prima grandissimi album ma gli mancava quel qualcosa che hanno aggiunto dopo

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  • Avatar di Fausto

    Quando a 14 anni ho posato la puntina sul 33giri e ho sentito le prime note di Aces High ho pensato…..saro’ metallaro x sempre……

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  • Avatar di weareblind

    Album con pezzi immensi, e pezzi che un po’ riempiono. Avercene.

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  • Avatar di Gemini

    UP THE IRONS!!! Album Fantastico, tessera imprescindibile di un mosaico che, giustamente, molti di voi hanno definito la “Golden Age” degli Iron Maiden, per il periodo dalla metà alla fine dei mitici anni ’80. Fermo restando la sacralità dei primi 3 album, autentiche pietre miliari del nostro amato heavy metal. Classe 1972 sempre presente e fedele. Grazie di vero Cuore a Metal Skunk ed a tutti i fratelli metallari sparsi su questa terra

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  • Avatar di Tytant_67

    De gustibus, i Maiden mi hanno catturato a 14 anni quando sentii Maiden Japan e per me i lavori migliori sono, come per quasi tutti i gruppi, i primi album. Nel loro caso fino a Number, dopo sono cambiati e non ho più sentito album che mi sono piaciuti dall’inizio alla fine. Qualche pezzo da ogni album, ma nel frattempo le emozioni che mi avevano dato i primi album le avevo trovate nel power e nel trash metal.

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