Metallo per camionisti: AARDVARK – Tough Love

L’aardvark è un mammifero simpatico dell’Africa. Pare una specie di incrocio tra un formichiere, un maiale ed un canguro. Tozzo, sgraziato, pelle coriacea. Invece gli Aardvark sono canguri e basta, nel senso di australiani, ma sembrano pure loro così: sgraziati, coriacei, simpatici. La prima cosa che mi ha attratto di loro è stata la copertina del disco. Splendida, no? Un braccio di ferro tra un uomo e una donna ammanettati. Lui braccio maschio, peloso, lei femminile, smalto rosso, unghie lunghe curate, ma un bicipite che scansati, pure lei. Tough Love, si chiama il disco. Amore tosto. Immagino. Immagino che se lui si azzarda ad alzare la voce rischia persino di prenderle. Fotografia fieramente anni ’80 (al massimo tardi ’70). L’epoca in cui i muscoli abbondavano, al cinema. Ditemi che guardandola non vi è tornato in mente Over the Top con Sylvester Stallone. Non ci credo. Quel film in cui lui è un camionista che partecipa alle competizioni nazionali di braccio di ferro. Non mi ricordo nient’altro del film, l’avrò visto venticinque anni fa, ma che volete che differenza faccia. Era un film di muscoli anni ’80. Tutti più o meno quella cosa lì. Quelli che passavano su Italia 1 nei ’90. Che tempi.

Poi, dopo la copertina del disco, ho visto una foto del gruppo. Magnifica pure questa. Gli Aardvark sono quattro tizi, anzi, tre tizi ed una tizia, e sembrano ancora più anni ’80 della copertina. Paiono usciti da un curioso crossover di telefilm anni ’80, tipo quell’episodio in cui Magnum P.I. viene aiutato da Jessica Fletcher. Solo che qua sembra un mash up delle due sponde dell’Atlantico (e loro sono del Pacifico, poi). Paiono usciti fuori da un episodio de L’ispettore Derrick, eppure sono assortiti come un telefilm yankee. C’è il leader, non bello ma scaltro, carismatico, più furbo di tutti. C’è quello burbero, che non sorride mai e magari è l’ultimo che alza le mani, ma pure quello che mette fine alla rissa. C’è quello sbarbato e pettinato, quello rassicurante. Tipo Sberla, tipo quello senza baffi di Simon & Simon o quello senza né baffi né occhiali di Riptide. C’è una ragazza tosta. Un momento: non ricordo molte ragazze toste nei telefilm degli ’80. Meglio così, allora. Nessun modello è perfetto, tutto è perfettibile. Nella fattispecie sarebbe una dei due chitarristi. L’altro è il burbero. Il rassicurante sta dietro le pelli. Il leader suona il basso e canta come un camionista. A giudicare da soggetto, casting e sceneggiatura, gruppo praticamente perfetto.

E la musica. Che musica volete che suonino quattro tipi così. Heavy metal basilare, tempi medi, rozzezza e muscoli. Heavy metal carne e patate (ahi, questa non dovrei dirla). Comunque, heavy metal allo stato brado, secco, asfalto e motori. Non motori veloci. Motori potenti ma entro i limiti di velocità. Metallo per camionisti, che da noi si fermano, o per lo meno si fermavano, nelle trattorie economiche. In Australia immagino si fermino ancora nei bar polverosi lungo le strade desertiche, sempre con qualche Harley o qualche chopper parcheggiato fuori. Dentro bancone, birre, tavoli di legno, freccette, biliardo. E tipi che assomigliano agli Aardvark. Che suonano quadrati. Suonano un heavy metal ricondotto agli albori, un secondo prima che i grandi nomi diventassero grandi e i più piccoli cercassero strade tutte diverse. I Motorhead prima che diventassero sempre più duri e veloci. I Priest senza un briciolo di istrionismo, più in linea ancora col pub rock dei tempi, ma più tosto. Pub metal. Che bello. NWOTHM rozza, da trattoria, mid tempo, chitarre boogie, poche armonizzazioni. Pure poche cazzate. Canzoni tutte fieramente identiche. Uniche variazioni la penultima, The Dream is Nearly Over, che è una specie di ballata priestiana, è Too Old to Cry, l’ultima, un attimo più veloce del resto. Sono dei fighi, gli Aardvark. Cantano di amori tosti, suonano tosti e sicuri. Dei duri. Non sono i primi della classe, gli Aardvark, questo no. Sono i tipacci che trovate sempre al bancone del bar, oppura al biliardo. (Lorenzo Centini)

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