Dio lo vuole: ECCLESIA – Ecclesia Militans
Fresco fresco il ritorno degli Ecclesia, da qualche monastero non meglio precisato d’Oltralpe. La frescura è quella delle mura spesse. Del monastero, dell’abbazia, meglio ancora delle celle dell’Inquisizione. Piacquero, non poco, al Tola, ve lo ricorderete, gli Ecclesia ce li annunciò lui. Ragioni comprensibilissime, le sue, anche alla luce dell’ascolto del secondo album dei francesi, Ecclesia Militans. Passato qualche annetto, qualcuno in più rispetto a quanto ci si aspetterebbe da una band quasi esordiente, non un side project messo su nei ritagli di tempo da qualche vecchio musicista scafato. Ma la crociata va organizzata per bene, non improvvisata, ce lo insegna il passato. Quella presente riparte dalle conquiste consolidate dal precedente De Ecclesiae Universalis: bastonate power heavy coi controcazzi, epiche se non epic, con organi ecclesiastici ad ispirare le anime degli accoliti. Rispetto alla crociata precedente, come dicevamo, si parte dai bastioni delle fortezze già riconquistate alla Fede e tolte all’Eresia. Bastioni ulteriormente rinforzati in questi anni. La produzione di Ecclesia Militans è più moderna, più potente. Le chitarre pure, più dure. Forse più moderne. Tipo con If She Floats, modernissima a livello chitarristico, riffoni che viaggiano come li farebbe Loomis e riffoni che si trattengono a tratti come fossero… djent. No, tranquilli, questo è un disco di heavy power coi controcazzi, come dicevamo. Era solo una suggestione mia, peraltro limitata alla sola If She Floats, ad un solo riff, nulla di cui preoccuparsi. La Fede è salda e non c’è dubbio alcuno sulla maniera più ortodossa di condurre la Crociata.

Anche perché i sermoni e le melodie sono convincenti, trascinanti. Su Et Cum Spiritu Tuo mettersi a canticchiare in metro “crushing heresy with fire” è un attimo. Fede salda e nessun dubbio, moralità certa. Catturate le anime dannate, quelle dedite ad ignominiose alleanze col Demonio, l’assalto rallenta per dar luogo all’esorcismo. The Exorcism finisce per essere il brano che preferisco. Più lento e cupo. Per certi versi quasi heavy/stoner, quasi doom. Quasi come quando i Grand Magus fanno le cose fatte bene. E qua la voce di Arnhwald R., che occhio, solitamente su registro power ma mai efebico, si arrochisce, più maschia ancora, più minacciosa. Gran pezzo. Ma Ecclesia Militans non ha cedimenti di sorta, non allunga il brodo oltre la quarantina abbondante di minuti e fa bene. Un difetto voglio trovarglielo proprio nella produzione, ma è una prospettiva solo mia: troppo asettica. Visto tutto il corredo concettuale, un po’ più di umido e ruggine a me sarebbero garbati. Ma son dettagli. Mai mostrare al Demonio segni di cedimento nella Fede e nella coesione dei guerrieri della Croce. Dovesse mai approfittarne. (Lorenzo Centini)

Concordo su tutto, io adoro If she floats
"Mi piace""Mi piace"
Arnhwald Rattenfanger è un cantante eccezionale, non solo per la varietà dei registri timbrici. Scrive linee vocali sempre efficaci e non è il solito imitatore di Jorn Lande (chi ha detto Ronnie Romero? Su Can we be Heroes Again, brano del nuovo disco dei Lords of Black, si mette pure a fare il Freddie Mercury della situazione).
Bella conferma, veramente bella conferma sto disco.
"Mi piace""Mi piace"
Andate in malora.
"Mi piace""Mi piace"
Bello anche il secondo. Sono in attesa del cd di questo e dei Sentry, se ci aggiungiamo i Judas Priest questo è un buon mese
"Mi piace""Mi piace"
Savage Oath no???
"Mi piace""Mi piace"
Minchia, non sapevo fosse uscito l’album, rimedio
"Mi piace""Mi piace"
E i Traveler, usciti a Febbraio.
"Mi piace""Mi piace"
Dei Traveler ho il cd, ma rispetto ai primi due che adoro è così così. Mi aspettavo di più, è stata una delusione
"Mi piace""Mi piace"