L’umanità propone: quando Tinder uccide – Gable Tostee e Warriena Wright

Una delle prime cose che impariamo da bambini è una sorta di classico dell’immaginario comune: non accettare le caramelle dagli sconosciuti. È sempre buona norma, insomma, non dare confidenza agli estranei. La massificazione di internet e la nascita dei social network hanno gradualmente soverchiato questa storica regola di vita. Ormai interagiamo normalmente con miriadi di persone addirittura senza volto: nelle sezioni riservate ai commenti, nei forum o tramite i social, sia pubblicamente che privatamente, spesso anche passando rapidamente e con estrema facilità dal virtuale al reale. Lo stesso concetto di internet è gradualmente mutato nel tempo: da semplice contenitore di informazioni è diventato ormai una sorta di piazza virtuale in cui ogni scemo del mondo si sente in diritto di dire la sua inutile puttanata o di porsi nei confronti del prossimo nella maniera più allucinante possibile, “dicendo” (scrivendo) cose che dal vivo non direbbe mai. Il cambiamento appena descritto ha generato dei mostri.

Questa progressiva ma inesorabile trasformazione ha dato vita prima a dei veri e propri luoghi virtuali atti a far incontrare le persone per trombare (ricordate Badoo?) e poi all’utilizzo dei social propriamente detti per la stessa finalità, portando i siti appositi praticamente quasi all’estinzione. O meglio: ad una sorta di evoluzione per sopravvivere. Seguendo questo principio, quindi, sono nati diversi “locali virtuali” che in sostanza seguono il modello sia dei social che dei loro predecessori, ma accelerando i tempi che intercorrono dall’interazione virtuale a quella reale. Una delle più famose applicazioni di questa tipologia è senza dubbio Tinder, una roba a metà tra il social canonico e la macelleria suina, utilizzata moltissimo soprattutto nei Paesi di lingua inglese.

Quanto appena descritto è positivo? Ne è convinto Gable Tostee, un ragazzo australiano che nel 2010, quando ha poco più di vent’anni, decide di cambiare la sua vita: da sfigato senza amici, vuole diventare un playboy pieno di donne e per farlo parte proprio dalla rete.

Si iscrive ad un forum sul bodybuilding, perché probabilmente pensa che avere un fisico pompato sia il giusto punto di partenza per attuare il mutamento personale che desidera. Non è ancora “fisicato”, ma è convinto di poter trovare in quel luogo virtuale tutte le informazioni utili per diventarlo, nonché delle nuove conoscenze con cui uscire.

Qualche anno prima, quando è ancora minorenne, Gable fa una cazzata: insieme ad un amico tenta di entrare in un locale con un documento falso. In Australia, per legge, i minori non possono frequentare i posti in cui vengono venduti gli alcolici. Viene scoperto e bandito dai locali della sua città, Gold Coast. Nella terra dei canguri, in poche parole, ad un minore che tenta di entrare in una di quelle attività viene legalmente impedito di accedervi per diversi anni successivi al misfatto. È questo il motivo che porta Gable a non avere più amici: la sera non può entrare nei locali, nemmeno una volta raggiunta la maggiore età, quindi mentre gli altri vanno lì a fare baldoria lui è costretto a rimanere fuori. Col tempo, di conseguenza, si isola nella sua stanza, rifugiandosi nel mondo virtuale, partendo dal quale, qualche anno dopo, decide però di “ricominciare”.

Nel suddetto forum Gable diventa quasi subito un utente molto attivo, soprattutto nelle sezioni off topic, cioè quelle in cui si può parlare di argomenti diversi rispetto al tema principale. La fiducia e l’autostima che Tostee acquisisce grazie al forum ben presto danno i primi frutti: crea un account su Tinder e comincia ad utilizzarlo moltissimo. Funziona bene, perché esce con tante ragazze. Comincia poi a vantarsi delle sue avventure erotiche, probabilmente talvolta anche romanzate, nelle già citate sezioni off topic del forum.

Passano quattro anni, siamo nel 2014, e Gable Tostee ha incontrato uno spropositato numero di donne grazie a Tinder. Sono circa cento. Ed è anche diventato un discreto “palestrato”. Sicuramente non “conclude” con tutte, ma ora è comunque una persona totalmente diversa rispetto allo sfigatello magrolino chiuso in casa e senza amici che era soltanto quattro anni prima. Questo eccesso di (apparente) sicurezza porta Gable a fare delle puttanate. Liti in giro per la città come se piovesse ed un incidente d’auto, a causa del quale finisce addirittura in galera per qualche tempo, perché non solo ha torto, ma è pure ubriaco. La rete non ha fatto un miracolo, ma ha semplicemente eliminato alcuni problemi interpersonali del ragazzo, dandogliene però altri in cambio. Sono forse anche maggiormente deleteri rispetto ai precedenti: probabilmente è meno peggio avere un giovane sociopatico gracilino chiuso in quattro mura rispetto ad un pompato squilibrato pieno di anabolizzanti che cerca continue “conferme” e va in giro per la città a fare danni per sentirsi bene con se stesso.

Il 7 Agosto del 2014 Gable contatta su Tinder l’ennesima ragazza. È Warriena Wright, una neozelandese di 26 anni, in quel periodo in vacanza in Australia, ospite di una sua connazionale che vive lì. L’approccio usato dal Nostro è, com’è sua abitudine, molto diretto: esordisce scrivendole che vorrebbe essere lì con lei per fare vari sporcellamenti. Warriena replica chiedendogli se quel metodo di solito funzioni. Sembra il classico due di picche, insomma, ma non è così: il dialogo prosegue tranquillamente e i due decidono di incontrarsi quella sera stessa. Si danno appuntamento in un luogo pubblico, vanno in un negozio di alimentari a comprare delle birre e poi si dirigono verso Surfers Paradise, il quartiere dove Gable abita da solo in un appartamento ubicato in un lussuoso complesso residenziale. Le telecamere di sorveglianza sparse in giro per la città, nell’attività commerciale sopracitata e negli spazi comuni del palazzo in cui risiede Tostee riprendono i due in vari punti del percorso. Una volta giunti a destinazione, i ragazzi bevono le birre comprate poco prima, poi passano alla vodka. Situazione abbastanza stereotipata: i freni inibitori ben presto svaniscono e i due finiscono a scopare. Una serata allegra e tranquilla, a tal punto che la ragazza condivide sui suoi profili social delle foto che la ritraggono insieme a Gable, cosa che fa anche lui, che non perde tempo e sfoggia subito la nuova conquista.

Ad un tratto, però, succede qualcosa di apparentemente inspiegabile: Warriena “impazzisce” e comincia a dare di matto. Insulta il padrone di casa e distrugge degli oggetti, lanciandoli contro il muro ed anche addosso allo stesso Gable, arrivando addirittura a ferirlo. La ragazza va letteralmente fuori di testa. Il tasso alcolico troppo elevato per i suoi standard? Qualcosa che vede, sente o percepisce? Non si sa con certezza. La situazione diventa improvvisamente surreale, con Warriena sempre più fuori controllo e Gable che cerca di calmarla senza risultati, fino a quando decide di passare alle maniere forti.

Una strana ed anche un po’ inquietante abitudine del giovane Tostee aiuta parzialmente a capire cosa sia successo. Il muscoloso australiano, infatti, è solito fare delle registrazioni audio delle serate erotiche che si svolgono nel suo appartamento. Fa entrare in casa sua decine di perfette sconosciute di cui non sa assolutamente nulla e pensa – o almeno così dice – che questa sua consuetudine possa essergli d’aiuto “in caso di problemi”. La registrazione dell’incontro con la ventiseienne neozelandese dura oltre tre ore, ma in rete se ne trova uno stralcio saliente di circa venti minuti (è possibile reperire anche l’audio integrale, che però tra musica, rumori, tempi morti, sospiri e parti non comprensibili si rivela per buona parte abbastanza inutile). Comincia con Warriena che lo insulta pesantemente e nel contempo si sentono rumori di oggetti che cozzano contro qualcosa, probabilmente alcuni vanno a finire anche addosso allo stesso Tostee. Gable, con tono tranquillo, cerca di calmare la sua ospite, ma la ragazza continua, sino a quando il padrone di casa cambia completamente atteggiamento. Il suo tono di voce diventa improvvisamente perentorio, a tratti aggressivo, ed anche i termini da lui usati seguono questa nuova linea. Tra le svariate parole udibili, colpisce soprattutto una frase di Gable: “dovrei farti volare dal balcone”.

Si tratta di una registrazione effettuata con un cellulare non recentissimo, per giunta presumibilmente non vicino alla bocca di chi parla, ed il tutto è chiaramente anche “inquinato” dai rumori ambientali. Se a questo aggiungiamo la mancanza del video, avremo il quadro completo della situazione: il mediocre file audio può dare una vaga idea di quanto sia accaduto nell’appartamento di Surfers Paradise, ma non è assolutamente una descrizione accurata o una prova inconfutabile.

Warriena risponde ai toni aspri di Gable cambiando a sua volta atteggiamento: parla in maniera strana, come se avesse qualcosa in bocca o come se una mano le stringesse il collo e/o la mascella, e ciò che dice non è sempre perfettamente comprensibile. Chiede di riavere il suo cellulare, poi esprime la volontà di tornare a casa e le viene risposto che non è più possibile, perché si è comportata male. A quel punto non si riesce a comprendere cosa accada con precisione, ma sono perfettamente ravvisabili i “NO!” urlati da Warriena: ben 33 consecutivi, alcuni dei quali sputati fuori gridando a squarciagola. Secondo il racconto di Gable, arrivati a questo punto, visto che la ragazza non accenna a calmarsi, lui la prende di peso e la chiude sulla piccola veranda esterna del suo appartamento, per farla “sbollentare” in qualche modo. Pochi minuti dopo Warriena vola giù. Si parla del quattordicesimo piano. Ovviamente la ragazza muore sul colpo.

A prescindere da tutto il resto, arrivando ad un simile epilogo chiunque avrebbe immediatamente chiamato un’ambulanza prima di fare qualunque altra cosa. Quasi chiunque, per meglio dire, perché Gable non lo fa. Telefona a suo padre e all’avvocato di famiglia, raccontando a grandi linee ad entrambi quanto appena accaduto. Stop. Subito dopo esce di casa e va in giro per oltre quaranta minuti, mentre Warriena giace sfracellata sull’asfalto dell’androne del suo condominio. Oltre a camminare per diversi chilometri, entra in una pizzeria del centro e si ferma a mangiare, poi rientra. Nel frattempo gli inquilini dell’appartamento  del piano di sotto, che hanno sentito le urla della ragazza e l’hanno anche vista penzolare e poi cadere dal balcone di Gable perché si sono affacciati allertati dal trambusto, hanno già chiamato sia un’ambulanza che la polizia. Il prosieguo è scontato: Tostee viene accusato di omicidio e finisce in tribunale.

La vicenda diventa un caso mediatico sia in Australia che in Nuova Zelanda. L’opinione pubblica, come sempre, si divide in due: i colpevolisti e gli innocentisti, i primi in numero notevolmente superiore rispetto ai secondi.

I colpevolisti sono convinti che Gable Tostee sia un maniaco psicopatico. Pensano che durante la serata trascorsa con Warriena lui tenti di attuare delle pratiche sessuali sgradite alla sua partner occasionale, ricevendo come risposta la violenta ribellione della giovane neozelandese. La strenua resistenza della ragazza fa incazzare Gable a tal punto che, oltre a malmenarla, la scaraventa giù dalla balconata, inscenando una sorta di “sbronza violenta” di Warriena, con il finto suicidio come epilogo finale. I dialoghi ed i rumori registrati sono “indirizzati” da Tostee, in vista di un successivo processo per omicidio, secondo loro premeditato ad un certo punto della serata o forse anche prima.

Gli innocentisti sostanzialmente credono alla versione che Gable Tostee dà in tribunale. Quindi Warriena che, dopo un mezza serata di sesso ed alcool (molto), comincia a dare di matto perché è ubriaca dalla testa ai piedi, spaccando oggetti ed aggredendo fisicamente Gable con l’aiuto di vari corpi contundenti trovati nell’appartamento. Tostee tenta di calmarla senza successo, invitandola anche ad andare via più volte (le esortazioni a lasciare l’appartamento si sentono chiaramente nell’audio di cui sopra), quindi perde la pazienza e cambia atteggiamento, sino alla decisione di chiuderla sul balcone per farla calmare, ritenendo opportuno l’utilizzo di metodi molto energici. Warriena non solo invece non si calma, ma, palesemente alterata da tutto ciò che ha in corpo, tenta un’assurda fuga o forse addirittura il suicidio, scavalcando la ringhiera del balcone e quindi precipitando nel vuoto. Gable non sa spiegare con precisione perché abbia il telefono della ragazza in tasca.

I giudici danno ragione a Gable Tostee, che nell’ultimo grado del processo viene assolto. Una volta terminata la sua vicenda giudiziaria, il pompato trombatore australiano, ormai ultratrentenne, decide di cambiare nome e città, ma qualcosa va storto. Delle ragazze lo riconoscono dalle foto che ha su Tinder: sì, lo utilizza ancora. Viene quindi fuori anche il suo nuovo nome: Eric Thomas. Orde di colpevolisti, in buona parte membri e simpatizzanti di gruppi femministi, cercano tutti i suoi profili social e lo coprono di merda, insulti, minacce e chi più ne ha più ne metta: una shitstorm da capogiro. Spuntano anche un paio di ragazze che giurano di essere state in qualche modo molestate da lui. Un’altra tizia, conosciuta su Tinder dopo il cambio di identità, racconta una storia: lo incontra e finiscono a letto, ma quando lui le rivela di essere il tizio del balcone decide di andare via subito, scatenando le ire del nerboruto playboy. Nessuno di questi tre casi finisce in tribunale. Probabilmente si tratta di semplici mitomani. O forse no, come continuano a dire i colpevolisti: Tostee/Thomas ha comprato il loro silenzio, così come ha fatto con i giudici, perché suo padre è ricco sfondato e vanta inoltre numerose amicizie influenti. È vero: suo padre è un danaroso imprenditore, ma per il resto ovviamente non ci sono le prove. Finisce così.

Cos’è successo davvero nell’appartamento di Surfers Paradise quella notte di agosto del 2014? Ovviamente io non posso saperlo, ma mi chiedo due cose: perché cazzo una persona normale dovrebbe far entrare in casa propria oltre cento perfette sconosciute? E perché qualcuno, soprattutto se donna, dovrebbe infilarsi tranquillamente e senza porsi domande nell’appartamento di un completo estraneo, per giunta mentre è in vacanza in un Paese straniero? Per nessun motivo al mondo. O forse sì. A me nessuno sconosciuto ha mai offerto le caramelle drogate: le ho sempre pagate. (Il Messicano)

4 commenti

  • Fottuti social ! Ormai pure per cercare o cambiare lavoro devi avere un account da qualche parte dove mostrarti figo. Mortacci loro e di chi gli va dietro ! Sono fieramente assente da tutta questa merda, escludendo Whatsapp per motivi molto pratici ( e comunque non è un social). PS questa rubrica mi piace molto.

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  • Ma il pezzo su Schaffer a quando?

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  • “A me nessuno sconosciuto ha mai offerto le caramelle drogate: le ho sempre pagate.” Sarà che in Italia, negli anni 90′ funzionava diversamente, ma anche a me è sempre andata così.

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  • Alberto Massidda

    Mi piacerebbe pure analizzare il fenomeno del revenge porn, non tanto dal punto di vista di chi posta, ma di chi si fa riprendere, beatamente inconsapevole (o fose sì?) che prima o poi finirà su PornHub (Tiziana Cantone anyone?).

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