FUZZTONES @Traffic, Roma, 04.11.2011
Onestamente non è fossi un granché interessato all’ennesima data romana dei Fuzztones (l’ultima circa un anno fa), ma una telefonata di un amico del liceo che non vedevo da anni e la promessa mai doma del r’n’r sono stati capaci di ribaltare in maniera repentina una serata che aveva preso una pericolosissima piega (cena a casa con ospite mia suocera). Troppo facile quindi cadere nelle grinfie di un Rudi Protrudi in avanzato stato di decomposizione (sempre più un incrocio tra Joey Ramone e Richard Benson) per prendere parte in una bonaria celebrazione di eccessi sessuali e lisergici. Apertura affidata agli ottimi LOVELAND, teteschi di cermania di nascita ma californiani nel cuore, fanno scaldare gli amplificatori con una miscela di garage-beat figlia diretta dei sixties area Nuggets (come lo stesso gruppo principale d’altronde). E’ passata da poco la mezzanotte (ma iniziare un po’ prima no?) quando i FUZZTONES prendono il palco per mandare il pubblico in overdrive proponendo un eccellente sunto di 30 anni di carriera vissuti pericolosamente all’ombra del mainstream. Un pubblico piuttosto eterogeneo le cui magliette e look raccontano provenienze diverse ma comune amore per melodia e chitarre rombanti fuzz (e vorrei vedere). Una manciata di pezzi dal nuovo album Preaching To The Perverted, una certa enfasi posta su brani del vecchio In Heat di cui è uscita una versione raw qualche tempo fa per l’italica Go Down Records e poi spazio agli immancabili di classici richiesti a gran voce dal pubblico (questa è una cosa che non ho mai compreso appieno, quale è il senso di gridare “Ace Of Spades!” per due ore ad un concerto dei Motorhead? E’ abbastanza ovvio che ad un certo punto la faranno, o no?). La bellezza di ben tre bis (compresa Cinderella ovviamente) completano uno show generoso dal sound vintage (l’hammond è qualcosa di imbattibile) e dal sapore confidenziale fatto di decibel e sudore. Il mondo ha ancora bisogno dei vecchi. (Stefano Greco)

Grazie per la considerazione quella sera abbiamo suonato anche noi, Cockroaches.
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sono arrivato dopo le 10.30, sorry.
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