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Esportare la democrazia coi bazooka: Killzone3 come sintesi della dottrina Bush

29 aprile 2011

In breve: nel 2055 si esauriscono i combustibili fossili e scoppia una guerra nucleare sulla Terra. Quando il conflitto finisce, si costruiscono delle astronavi generazionali (cioè enormi e dal combustibile autorigenerante, capaci quindi di affrontare un viaggio stellare talmente lungo da comprendere più generazioni, a tal punto che alla fine del viaggio non c’è più nessuno che sia nato sulla Terra; concetto che se non vado errato dovrebbe essere stato introdotto da Robert Heinlein in Orphans Of The Sky del 1963), si costruiscono delle astronavi generazionali, dicevo, per colonizzare pianeti ricchi di giacimenti di petrolio e carbone. Una di queste navi atterra sul un pianeta Helghan, disabitato e ricco di risorse energetiche, ma dall’atmosfera quasi tossica. A fatica, sopportando disagi devastanti fino ad acquisire deficienze genetiche, ma gli Helghast (abitanti di Helghan) riescono non solo a sopravvivere, ma pure a diventare la più ricca delle colonie terrestri. A quel punto, come la Storia insegna, la colonia reclama maggiore autonomia e una riduzione delle imposte. La Terra prima le toglie la poca autonomia che aveva, poi manda gli incrociatori nucleari per insegnar loro la buona educazione. Così va la vita.

I primi due Killzone erano usciti sotto l’amministrazione Bush, che come sempre accade influisce pesantemente sul mercato culturale americano; ora i tempi sono cambiati (quantomeno come immagine che si vuol dare), e quindi gli Helghast sono più brutti e cattivi; i loro leader presentano anche impressionanti somiglianze fisiche con i vari dittatori novecenteschi; quindi si può sterminarli con meno scrupoli di coscienza. Una volta fatto fuori nel secondo episodio il leader Vasari ci ritroviamo esattamente nello stesso punto, ed esattamente come nelle volte precedenti andiamo avanti sapendo che dietro l’angolo ci sarà un numero improbabile di nemici che ci spareranno addosso. La caratteristica principale di Killzone è infatti il volume di fuoco. Detto in termini semplici, nei momenti di azione più concitata c’è una quantità surreale di pallottole che volano per aria. Ovviamente è difficile morire sia per voi che per i nemici, a causa del giubbotto autorigenerante. Quindi i colpi singoli non servono più o meno a una mazza a meno che non arrivino precisi in testa con un fucile di precisione di grosso calibro, perché altrimenti con un po’ di fortuna si può sopravvivere pure ad una granata. E quindi tutti hanno l’interesse a sparare il più possibile e il più consecutivamente possibile, perché in quattro-cinque secondi ci si può rigenerare completamente e quindi è inutile sparare un colpo qua e là.

Questo è il principale motivo secondo me per cui Killzone spacca così tanto. D’accordo la tattica, d’accordo il lavoro di squadra, d’accordo la strategia di campo, ma quando gioco ad uno sparatutto mi devi mettere in mano un’arma da fuoco insensatamente potente e se possibile devo anche causare parecchie esplosioni mentre sparo. Ma soprattutto devo essere messo nelle condizioni di sparare un casino, non rischiare la pelle ogni volta che esco allo scoperto per sparare a qualsiasi cosa si muova anche vagamente in lontananza e dare una discreta importanza al concetto di ‘colpo in testa’. Killzone è tutto questo. Tu arrivi ad un punto che hai anche paura ad andare avanti perché potresti ritrovarti di colpo in uno spiazzo con venti nemici che iniziano a sparare contemporaneamente su di te con fucili a pompa, bazooka, fucili da cecchino, lanciafiamme e mitragliatrici da campo; e devi colpirli assai per farli fuori, e nel frattempo quei tre coi bazooka là in alto sui balconi fanno esplodere tutto quello che ti circonda e tu sai benissimo che per liberarti di quei tre bastardi infami dovrai prima uccidere tutti gli altri, sperando pure che non ne arrivino altri nel frattempo. E sai pure che prima di quei tre col bazooka dovrai pure pensare in qualche modo a quella mitragliatrice da campo là in fondo, che sputa in successione proiettili grandi quanto un pacchetto di sigarette con gittata praticamente infinita e una capacità di penetrazione tale da far saltare per aria un elefante preso di striscio; e se per un fortuito caso riuscissi a uccidere il tipo che sta seduto alla mitragliatrice dietro a una grossa barriera di ferro con un solo buco per guardare, lo sai che il suo posto verrà preso da un altro nemico, e sta puttana di mitragliatrice continuerà a sventagliarti addosso mentre tre infami col bazooka ti bombardano da dei balconi lontanissimi e la fanteria ti viene a stanare con fucili, lanciafiamme, bombe a mano e quant’altro.

Armi e proiettili abbondano, non c’è pericolo di rimanere a secco, ma non di rado ti ritrovi a dover far fronte a situazioni del genere con un fucile d’assalto con poca gittata e troppa poca potenza rispetto a quella che vorresti tu. Anche quando hai tutta la truppa a pararti le spalle non puoi andare avanti se non uccidi un determinato numero di nemici; in parole povere gli altri fanno tutta scena, è difficile che ammazzino effettivamente qualcuno. Tralascio i vari livelli alternativi, da quello in cui si comanda una torretta d’assalto di una navicella a quello stealth, perché appunto sono alternativi e brevi il giusto. In pratica si va ad esportare la democrazia con una quantità di pallottole che neanche nei sogni bagnati di Donald Rumsfeld. Sinceramente penso che chi ha la Ps3 e non se lo fa quantomeno prestare merita di essere vittima degli stessi bazooka di cui sopra. (barg)

6 commenti leave one →
  1. Leonardo permalink
    29 aprile 2011 13:40

    insieme a brother in arms, soldier of fortune e qualche altro sparatutto, è un’ottima alternativa a call of duty

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    • andrea permalink
      29 aprile 2011 18:59

      Call Of Duty rimane sempre una spanna sopra gli altri! giocare agli FPS su console è una bestemmia! viva Call Of Duty, viva il multiplayer, viva i pro, viva i rosiconi e abbasso i cittoni con wh-aimbot-mombot ecc… e abbasso i camper!

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  2. 29 aprile 2011 20:07

    Volevo solo precisare che Universo del mastodontico RA Heinlein è del ’41, nel ’63 esce l’edizione in volume. Killzone 3 è carino, ma mi aspettavo meglio (non dal pdv grafico, che è stellare, ma del divertimento).

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  3. lafessadesoreta@soreta.com permalink
    29 aprile 2011 20:34

    E’ bello Killzone 3. Graficamente pazzesco, per quanto riguarda la campagna poteva essere più longevo. Per la verità il predecessore era anche mediamente più tosto, a parità di livello di difficoltà. Robbè, prova pure Crysis 2, che però è completamente diverso. Che ne so, fattelo prestare. Non da me, oh. Vabbè. Mancusi ricchione.

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  4. 29 aprile 2011 21:24

    Bush chi il prototerrorista o la cantante kate Bush? Eddai chi non ha mai sognato di bombardare qualcuno? Io cmq resto un fan di gamex tipo forbiden siren, silent hill, resident evil o kraioveanuk III

    see u in hell

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