ASPHYX – Live Death Doom (Century Media)
Il ritorno sulle scene degli Asphyx, in fondo, non è stato un’iniziativa così esacrabile. L’album del comeback, Death… The Brutal Way, uscito l’anno scorso, si è rivelato all’altezza del monicker che porta in copertina, e la successiva ristampa dell’esordio Embrace The Death (registrato nel 1990 ma pubblicato solo nel 1996) – sotto forma di un doppio cd contenente le tre demo Mutilating Process, Enter The Domain e Crush The Cenotaph più qualche extra track tanto per gradire – è stata un’operazione commerciale quanto volete ma perlomeno fatta come Lucifero comanda. Per chi si fosse perso le puntate precedenti, l’act olandese è riemerso dall’oblio nel 2007 con il cantante Martin Von Drunen e il batterista Bob Bagchus come unici rappresentanti della formazione originale (se si può usare questo termine per un gruppo la cui line-up è sempre stata tra le più instabili di cui abbia memoria). Lo storico chitarrista Eric Daniels non è presente all’appello (al suo posto troviamo Paul Baayens dei Thanatos), mentre il bassista Wannes Gubbels, inizialmente della partita, ha da poco lasciato il posto a tale Alwin Zuur. Dato che bisogna pur mettere qualcosa da parte per la vecchiaia, la Century Media ha preso il loro show di Essen del 4 luglio 2009 e ne ha fatto un dvd che conterrà, inoltre, un documentario sulla storia della band e materiale bonus assortito. In questa sede recensiamo, però, la versione audio, quasi due ore di show con una scaletta incentrata pressochè totalmente sull’ultimo disco e su quei due immortali classiconi che sono The Rack e Last One On Earth. Penso che ad aver reso gli Asphyx un nome di culto non sia stato solo quello che suonavano, un primordiale death metal di scuola europea reso ancora più putrido e claustrofobico da massicce iniezioni di doom, ma anche come lo suonavano. E, da questo punto di vista, Live Death Doom è fottutamente Asphyx dall’inizio alla fine, nei rantoli corrosivi di Van Drunen, nel drumming cadenzato e opprimente di Bagchus e soprattutto, pur in assenza di Daniels, in quell’inconfondibile guitar sound aspro e tagliente; e la prestazione della band appare convinta e sentita. Insomma, ‘sto live spacca discretamente e, magari di ciò fregherà solo a me e al Cortesi, è pur sempre stato mixato agli Unisound Studios da quella persona stimabilissima che è Dan Swano. Una buona occasione di ripasso per i non adepti, un’ottima idea-regalo natalizia per i fan. (Ciccio Russo)

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