I primi botti death metal del 2026: OVERTOUN – Death Drive Anthropology
Death metal tecnico e furente, sulla scia dei vecchi Pestilence. Dal Cile arriva una delle uscite più interessanti di questo primo scorcio d’annata.
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Death metal tecnico e furente, sulla scia dei vecchi Pestilence. Dal Cile arriva una delle uscite più interessanti di questo primo scorcio d’annata.
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Esordiscono i membri dell’ultima formazione dei Manilla Road, orfani di Mark Shelton. Proseguono la stessa strada di metallo epico, eroico, fantastico. La Poesia non c’è più, ovviamente, ma c’è un buon disco da ascoltare. Di più non si poteva pretendere.
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Dopo la levata di scudi dei fan, i Pestilence sostituiscono quella brutta copertina fatta con l’IA con una ancora più brutta che pare uscita da un bootleg anni ’90. Intanto gli Hour of Penance…
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I Sulphur Aeon continuano a evocare i Grandi Antichi e a suonare un ottimo death metal dai molteplici risvolti, classico, epico e alla bisogna potente e veloce.
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Ancora terrorizzati dallea reazione dei fan a The Unspoken King, i canadesi riducono ancora una volta i rischi al minimo. Il risultato è gradevole ma di questo album rimarrà pochissimo.
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