Disco dell’anno, anzi, del millennio: NERVOSA – Slave Machine
Un capolavoro capace di ridefinire il genere, il Master of Puppets degli anni ’20, l’anima del mondo che ti passa davanti a cavallo come Napoleone per Hegel.
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Un capolavoro capace di ridefinire il genere, il Master of Puppets degli anni ’20, l’anima del mondo che ti passa davanti a cavallo come Napoleone per Hegel.
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Una boccata d’aria fresca per chi a fine anni ’90 non poteva fare a meno di voci acutissime e doppi pedali a elicottero e ora non sa più a che santo votarsi per rivivere quelle gaie sensazioni.
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Nel primo caso il logo alla vecchi Sepultura è pubblicità ingannevole. Nel secondo vengono mantenute le promesse del titolo Italian Dark Sound, fatto apposta per accalappiarci.
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Classico disco da sei politico che oscilla fra il carino e il totalmente trascurabile. I pezzi più veloci sembrano incisi per dovere contrattuale, quelli più lenti e oscuri due o tre cose da dire le hanno.
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Alti e bassi sul fronte del metallo tradizionale. Oggi piatto ricco con Fili Bibiano’s Fortress, Rave In Fire, Tailgunner, Turbo’s Tribunal, Syrion, Savage Sword, Zepter e Última Batalla.
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