Splendidi quarantenni: RAZOR – Evil Invaders
Dal Canada, sempre fucina di gruppi creativi e fuori dagli schemi, arrivò un ibrido tra il thrash più feroce e lo speed più raffinato che fece subito scuola.
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Dal Canada, sempre fucina di gruppi creativi e fuori dagli schemi, arrivò un ibrido tra il thrash più feroce e lo speed più raffinato che fece subito scuola.
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Un disco alieno, che non aderisce ad alcun canone e crea un linguaggio del tutto nuovo: l’heavy metal smette di essere un derivato dell’hard rock anglosassone e diventa arte europea totale e autodeterminata.
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Un disco che fu allo stesso tempo il punto d’arrivo terminale del thrash e il primo lancinante vagito del death metal. Allora le riviste lo stroncarono e lo liquidarono come rumore senza senso. Oggi è Storia.
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Rozze schegge di thrash primordiale scritte da tre minorenni incazzati col mondo che con pochi mezzi e ancora meno tecnica scrissero un’indelebile pagina di storia. Le radici del black metal stanno anche qui.
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Tra le primissime formazioni thrash, i danesi persero il treno della scena per motivi geografici. Sporco, ruvido e sfrontato, il loro esordio è ancora una testimonianza di straordinario valore.
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