Avere vent’anni: KEEP OF KALESSIN – Armada
Un gioiello di black sinfonico epico, furente e turbinoso da uno dei gruppi più ingiustamente sottovalutati della scena norvegese.
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Un gioiello di black sinfonico epico, furente e turbinoso da uno dei gruppi più ingiustamente sottovalutati della scena norvegese.
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Lo split tutto francese tra Belenos e Darkenhöld, il live album dei greci Winter Eternal e infine gli spagnoli Mahtar Ùqétima, devoti agli ultimi Summoning.
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Un classico assoluto del thrash, più influente di quanto si ritenga. La gara a suonare il più tecnico e veloce possibile iniziò anche da qui. Trentacinque minuti di massacro.
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I belgi si confermano fuoriclasse anche al dodicesimo album, per oltre la metà in blast beat fisso. Una cavalcata demoniaca verso l’annichilimento totale.
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Ancora qualche pregevole rimasuglio di black metal uscito l’anno scorso: le atmosfere degli A Different Cloud, la violenza e la tecnica dei polacchi Actum Inferni e i “cascadici d’Australia” Atra Vetosus.
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