Avere vent’anni: NIGHTWISH – Once
Il disco che fece fare il botto definitivo a Tuomas Holopainen non è all’altezza dei precedenti, ma è l’ultimo con Tarja, quindi anche l’ultimo che abbia senso di esistere.
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Il disco che fece fare il botto definitivo a Tuomas Holopainen non è all’altezza dei precedenti, ma è l’ultimo con Tarja, quindi anche l’ultimo che abbia senso di esistere.
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La normalizzazione forzata di un gruppo che fino a quel momento voleva solo vedere bruciare il mondo. Da qui in poi la strada verso il grande pubblico sarebbe stata in discesa, ma a che prezzo?
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Come i Soilwork, con i Soilwork, meglio dei Soilwork. Il secondo album dei piemontesi è una successione ininterrotta di riffoni e melodie che funziona alla grande ancora oggi.
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Uno dei migliori gruppi d’ingresso dell’epoca in cui trascorrere i pomeriggi a masterizzare dischi (e fotocopiare la copertina, se meritava) era più importante di trovarsi una donna.
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Gabriele Traversa ripercorre le tappe del suo percorso di formazione personale, tutte scandite dalle urla dei Nehemah.
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