Avere vent’anni: TAAKE – Hordalands Doedskvad
Il disco della svolta per il progetto di Hoest, che da lì in avanti sarebbe diventato più un gruppo da cazzeggio, con tirate black’n’roll e tutto il resto dell’armamentario.
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Il disco della svolta per il progetto di Hoest, che da lì in avanti sarebbe diventato più un gruppo da cazzeggio, con tirate black’n’roll e tutto il resto dell’armamentario.
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Dopo aver riesplorato le atmosfere degli esordi, i finlandesi recuperano la loro componente elettronica. E noi non possiamo che sentirci a casa.
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Si chiama Bone Collector, ma, come sempre, ci dimenticheremo della sua esistenza tra una decina di minuti. A questo punto vale la pena chiedersi se, tra le vecchie glorie tedesche, siano loro quelli finiti peggio.
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Un mese decisamente pieno, tra festivalini di ogni tipo e nomi come Saxon, Pantera, Marduk, Laibach, Napalm Death (coi Crowbar), Queensryche, Obscura, Pain e il nostro beniamino Blaze Bayley.
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Quando i finlandesi trovarono l’equilibrio perfetto tra grigliate nel bosco e afflato bucolico, realizzando il loro disco migliore.
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