Avere vent’anni: KATATONIA – The Great Cold Distance
Un album freddo, ostico e connotato da un approccio pesantissimo, tanto nelle strutture che nei suoni. Ancora oggi il lavoro più aspro degli svedesi.
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Un album freddo, ostico e connotato da un approccio pesantissimo, tanto nelle strutture che nei suoni. Ancora oggi il lavoro più aspro degli svedesi.
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Spartiacque tra la prima e la seconda fase della carriera degli scozzesi, nonché summa di quelle che erano state le evoluzioni del loro suono fino a quel momento.
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Suoni caldi, atmosfere psichedeliche, chitarre clamorose. Dopo il riassestamento in forma di duo, i norvegesi si spingono in territori che sfiorano lo (space) hard rock.
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Il disco che inaugura la fase “punk” delle leggende norvegesi è anche uno dei migliori di quel periodo. Sporco, sguaiato, grezzo, all killer no filler .
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Undici nenie psichedeliche, ossessive e tuttavia riflessive, in cui il tempo sembra dilatarsi a dismisura e in cui le percussioni, come da titolo, la fanno da padrone.
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