AR’LYXKQ’WR – Nry’lwn(rh)
Dall’ultima volta che ho parlato di questi irascibili terroristi del pentagramma, un paio d’anni fa o giù di lì, la loro discografia si è arricchita di due episodi: Vwn’yv´rl, 2024, Ep di tre brani e circa 22 minuti di, ehm, musica, e il recentissimo Nry’lwn(rh), il terzo album della loro storia, che di tracce ne comprende 6 e contiene qualcosa meno di 33 entità temporali che si dilatano o contraggono a seconda del proprio stato d’animo quando si ascolta il disco, che a volte vola via ed altre volte sembra infinito.
La formazione è diventata a quattro elementi grazie all’innesto del bassista Y’ræe’Nyt, attivo in altri cinque gruppi alberganti nel profondo underground. Nulla in confronto al batterista Shaolin Lamb Killer (come si faceva chiamare nei forum Jared Moran, qui nell’alias Jsïjiådsj), che penso batta ogni record di partecipazione a progetti diversi: Metal Archives ne conta almeno 50, e sorge spontanea la domanda su come diavolo faccia a stare dietro a tutto (mi sa che Rogga lo supera, ndCiccio). Completano il tutto Æýn’xjr’xz alle chitarre/effetti e Vhuwxg•⁹’kqx – John Rushworth, factotum degli Apothecary, progetto dalla discografia sterminata di depressive/ambient black sperimentale – a quello strazio indefinibile che costoro azzardano definire voce ma che di vocale, per lo meno in senso umano, ha poco o niente.
Inquadrare la musica degli Ar’lyxkq’wr è decisamente complicato. Etichettata come death metal sperimentale, la proposta del gruppo è però più ingarbugliata, un coacervo di influenze che spaziano dal grind/death più minimale e stridente alla Sore Throat a certo blackened death arcigno alla Sektarism, dal puro noise rock al dark industrial. I sei pezzi sono atonali, privi di una struttura definita. Il lavoro alla batteria di Jared (che una cospicua abilità dimostra di averla) è aritmico e assomiglia a quello di un jazzista che sta facendo pratica sullo strumento dilettandosi ad improvvisare le possibilità più strane, contorte e arzigogolate. Chitarra distortissima e basso inglobato in un cupo muro sonoro che prevede riff dissonanti senza soluzione di continuità, del tutto privi di qualsivoglia melodia o armonia che li renda distinguibili, completano il quadro delle peculiarità che questa band angloamericana sfoggia sin dalla sua nascita, cinque anni fa. La differenza sostanziale rispetto al passato è che la durata dei brani si è dilatata e la loro digestione è diventata, di conseguenza, più faticosa.
E poi c’è l’ultraviolenza. Gli Ar’lyxkq’wr Fanno sembrare gente come Portal o Impetuous Ritual gruppetti Napalm Records prossimi alla partecipazione al Sanremetal. La sensazione claustrofobica e soffocante di essere precipitati in un mondo dal quale non si ha alcuna speranza di tornare vivi né di poter beneficiare di una morte rapida è talmente reale che qualche mente più impressionabile potrebbe dare i numeri e accrescere i suoi motivi per avere notti costellate da incubi, peggio che una full immersion negli scritti di Lovecraft.
Vanno presi con le molle perché la proposta è effettivamente ostica e, per chiunque cerchi melodia o pezzi maestosi e trascinanti, probabilmente inassimilabile. I più aperti di mente, coloro che non disdegnano l’approccio a nuove sonorità e nuovi schemi anche in un contesto totalmente estremo, troveranno materiale interessante in tutti i loro lavori. Dal 2023 fanno parte del roster della piccolissima indie Centipede Abyss che ne cura la pubblicazione dei dischi, tra i quali la stampa di una ridottissima quantità (34 copie) di CD fisici.
Già che siamo in tema, Centipede Abyss ha pubblicato di recente anche 3, il terzo album dei Lux Sine Lumine, progetto solista strumentale di experimental/noise/funeral doom cosmico e dissonante, qualcosa che partendo dagli schemi propri degli Esoteric si stravolge, divaga, sconfina in mondi diversi, galassie ignote nelle quali le regole a cui siamo abituati cessano di avere un valore, un senso. Da ascoltare, provvisti di significativa quantità di predisposizione alle novità. Comunque, se pensate che questo tipo di esperienze uditive potrebbero interessarvi, tutto il catalogo dell’etichetta prevede gruppi sperimentali/alternativi/particolari e li potete facilmente ascoltare su Bandcamp. (Griffar)


