Una serata gotica: NOVEMBRE / SHIVER DOWN / APRIL PORTRAIT @Revolver Club, San Donà di Piave (VE) 21/03/2026
Per me, un povero metallaro dell’alto Veneto perso tra montagne e pascoli, non è scontato avere concerti di media o grossa taglia a poco più di un tiro di schioppo da casa. Ecco perché accenderò sempre un cero al Demonio in onore del Revolver di San Donà di Piave che, all’irrisorio costo di un’ora e mezza scarsa di auto mi ha consentito di gustarmi il concerto dei Novembre.
Arrivo in largo anticipo, prendendomi tutto il tempo per mangiare un boccone, bere qualcosa e fare un giro al banchetto del merch. Tutte distrazioni piacevoli che mi fanno arrivare alle 21, quando ad aprire le danze salgono sul palco gli April Portrait. Non conoscevo la band e, spulciando in rete, non sono riuscito a reperire molte informazioni a riguardo, c’è giusto un video sul loro canale youtube ma nient’altro né su Spotify né Bandcamp. Ho dedotto che i ragazzi si siano formati da poco e a maggior ragione questo mi fa venir voglia di tenerli d’occhio. Il loro gothic/doom pesca moltissimo dai Paradise Lost del periodo di Symbol of Life, ma aggiungono a tratti una vena più malinconica e solenne che mi ha ricordato i The Foreshadowing. Una quarantina di minuti di scaletta che mi ha tenuto incollato sul posto.
Un rapido cambio palco ed è la volta degli Shiver Down. I ragazzi veronesi mostrano una presenza scenica da band già navigata e ben coesa, e spingono decisamente sull’acceleratore sfoderando un death melodico che sconfina nel gothic. Un plauso particolare al bassista che si presta anche come cantante per le parti in pulito, il cui timbro profondo e cavernoso si innesta alla perfezione nei momenti in cui la componente death metal degli Shiver Down lascia il posto ad aperture melodiche e rallentamenti quasi doom.

Scoccano le 23 ed è ora di gustarsi il set di Carmelo Orlando e soci, che partono a razzo con la tripletta che apre l’ultimo, ottimo Words of Indigo. La band romana si concede ben poche pause tra un pezzo e l’altro e, con grande piacere dei presenti, zompetta qua e là nel proprio repertorio, andando a ripescare pezzi dai lavori più datati come Novembrine Waltz. In un’ora di set i Novembre sfoderano una perizia tecnica degna solo di chi porta avanti questo genere da ormai trent’anni, le atmosfere che riescono a creare non le ho mai sentite in nessun altro gruppo e bastano veramente pochissimi secondi per trovarsi immersi in un clima uggioso e malinconico (come tra l’altro era quello della giornata stessa, mortacci vostra che umidità avete da quelle parti). Un’ora di nodi in gola e chili di nostalgia, che si sciolgono solo con il termine della serata , costringendoci a tornare coi piedi per terra e ad intraprendere il viaggio verso casa, commossi ma felici.
P.S.: Segnalo agli amanti di sonorità giusto un tantino più ruvide, che Sabato 28 Marzo il Revolver ospiterà i Gorgoroth, così per gradire.
