Palpeggiamenti e molestie sulla 70.000 Tons Of Metal: gli Skeletal Remains nei pasticci

Sono trascorsi esattamente due anni da quando mi sono esaltato sulle note di Fragments of the Ageless degli Skeletal Remains, indicandolo come uno dei migliori album death metal degli ultimi tempi. Dissi un po’ la stessa cosa dieci anni fa all’uscita di Terminal Redux dei Vektor, pur riferendomi a un altro filone musicale. Non so perché in questo momento mi vengono in mente i Vektor; provo a fare mente locale, a trovare qualche collegamento, ma proprio mi sfugge.

Ma cambiamo argomento. La nave da crociera Freedom of the Seas, di costruzione finlandese, è salpata il 29 febbraio scorso da Miami con destinazione Nassau, alle Bahamas. Inizialmente sarebbero dovuti finire ad Haiti. Un po’ di dati su questo colosso della navigazione: 339 metri di lunghezza, quindici ponti, equipaggio e passeggeri per un totale di quasi seimila anime in un lento esodo metallico a un massimo di quaranta chilometri orari. L’equivalente di ventuno nodi.

Perché un esodo metallico? Perché la Freedom of the Seas, il cui peso ho volutamente omesso, ospita l’annuale 70.000 Tons of Metal, un numero per nulla casuale a titolo della crociera per metallari con lo stipendio buono (oramai la quasi totalità, quanto al famoso ricambio generazionale vi rimando celermente alla voce “Circolini ACSI con ingresso a 5 euro e cocktail di acqua e calcare in omaggio dal rubinetto che c’è nel cesso”). L’edizione 2011 inaugurò le danze con un bill di tutto rispetto avente per nomi di cartello Testament, Blind Guardian e Nevermore, con destinazione niente meno che i Caraibi. Non a Marina di Pisa a vedere i retoni dei trabocchi che tirano su i muggini che hanno mangiato la merda dei fiorentini e dei pisani, per intenderci. Immaginate un metallaro che per quattro o cinque giorni, alla cifra limite di seimila dollari e oltre, se ne sta in un posto che ospita un palco su cui i suoi beniamini suonano Mirror Mirror. Ma non solo: quel posto – la nave da crociera di cui stiamo parlando – è pieno di bar che servono alcolici, di piscine con gente in costume e in bikini, e di alloggi in cui puoi tornartene da solo a smaltire la sbornia oppure ospitare chiunque. Insomma è un bel casino, e descritta così la 70.000 Tons of Metal sembrerebbe l’ultima spiaggia del quarantenne single metallaro che cerca disperatamente la donna dei sogni, ossia la metallara che tollera Inhumane Harvest a tutto volume in casa la domenica mattina.

Naturalmente con tutto quell’alcol e tutto quel bailamme di personaggi strambi non poteva finire bene per quindici anni consecutivi. Perché uno pensa: appassionati di musica facoltosi che mettono sul piatto 6.000 dollari per un weekend di musica e socializzazione, perché mai dovrebbero creare problemi agli artisti, allo staff o alle ragazze? Mica sono gli ubriaconi del CPA.

Uno che pensa così poi non pensa che sulla Freedom of the Seas – provate a tradurlo e fra qualche riga vi sembrerà tutto molto strano – non ci sono soltanto i metallari facoltosi da 6.000 dollari a cranio, con lo studio dentistico temporaneamente chiuso per ferie, ma anche i musicisti. E i musicisti possono essere i più tranquilli al mondo, ma possono essere anche i Dave Mustaine e via discorrendo. Non lo nomino più, altrimenti qualcuno si convincerà che ultimamente ce l’ho con lui. Tu trovati in mezzo all’oceano, dove nessuno può sentirti urlare, in fila al cesso con Dave Mustaine che sta avendo una delle sue crisi. O svegliati nel cuore della notte nella tua cuccetta perché di fianco, separato da pochi centimetri di vetroresina, o di cartongesso, l’ennesimo musicista si è sparato in bocca perché gli girava così. Insomma, sulla valutazione dei rischi e dei pericoli per la salute e la sicurezza alla 70.000 Tons of Metal io credo che abbiano un minimino da riflettere e da elaborare. Scrivere modelli, distribuire dispositivi di protezione individuale, al lavoro subito. Ma perché?

Scorrendo il generoso bill dell’edizione 2026, il 70.000 Tons of Metal quest’anno proponeva Anthrax, Dark Tranquillity, i Dodheimsgard presi e messi al sole a ustionarsi, i nostri Hour of Penance, i Kanonenfieber ad assaltare a cannonate i pescherecci vicini, Paradise Lost e i miei amati Vio-Lence. Ma anche gli Skeletal Remains di Fragments of the Ageless! Figata! Chissà se hanno fatto Verminous Embodiment! Chissà come se la sono cavata Chris Monroy e compagnia bella!

Stando a Reddit, a LambGoat e a tutte le testate che riportano l’incidente, il cantante della band californiana sarebbe stato confinato nel suo alloggio dopo essersi presentato in pubblico in stato confusionale (il comunicato ufficiale riporta il termine frequently intoxicated during the cruise) ed avere, da ubriaco, palpeggiato e infastidito numerose donne durante l’intero viaggio. Il tutto davanti a numerosi testimoni.

Insomma, è stato bello appassionarsi a Fragments of the Ageless, ma ho come l’impressione che anche questo gruppo, nella firma di Chris Monroy, si sia appena piantato un gigantesco chiodo nei coglioni a sigillo di una carriera non solo ben avviata, ma che cominciava a promettere benissimo. 

Non si deve mai andare in crociera coi metallari che bevono, Paolo. (Marco Belardi)

2 commenti

  • Avatar di Old Roger

    Saro vecchio , rincoglionito e polemico ma la crociera metal no…mi spiace , poi c’è gente che ascolta metal e pensa d essere contro il sistema.

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  • Avatar di Fanta

    Premesso che come gradisci una band la medesima va in malora e che a questo punto un paio di domande sulla tua identità di menagramo (di un menagramo) me le farei, fossi in te, Belardi; diciamo che lo zeitgeist attuale tende a calcare un tantino mano, distorcendo la realtà, sul versante homo molestus con l’altro sesso.
    Il Seppio era un caro amico. Quando si andava a foraggiare inconsapevolmente la mafia del litorale laziale ad Ostia lido, nei locali estivi, era solito sbronzarsi male. Come tutti quelli con un latente disturbo della personalità (scissione verticale, in gergo psicoanalitico post-moderno), l’alcol ne modificava il comportamento sino a renderlo una scimmia molesta e perennemente arrapata. Tutto quello che nel suo campo visivo obnubilato aveva dei rigonfiamenti all’altezza del petto, diventava target. Biascicava cose imbarazzanti con qualunque donna, anche facoceri che sembrano secchi dell’immondizia con le gambe. E men che meno si curava di contestualizzare i suoi attacchi da q.i. inferiore alla media. C’era il fidanzato a fianco della tizia di turno? Sticazzi, non lo vedeva proprio.

    Abbiamo rischiato risse e linciaggi continuamente per mesi, estati e infine lustri. Eravamo noi poi a tentare di placare le pericolose situazioni montate dall’imbecillità del Seppio (li mortacci sua).

    Quando tornava in sé era una creatura quasi francescana, non sto affatto scherzando.

    Ora: a nessuno di noi sarebbe venuto in mente di dipingerlo come un “primordiale patriarca freudiano” che tenta di scoparsi le pischelle dei figli come in Totem e Tabù.

    Ecco, direi che posso anche fermarmi qui.

    P.s. A Belà, devo cominciare a grattarmi i marroni quando mi piace una band che piace pure a te?

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