Quella volta che Hulk Hogan millantò di essere quasi diventato il bassista dei Metallica
Hulk Hogan è morto. Immagino che in questo momento si staranno moltiplicando coccodrilli e articoli celebrativi che cercano di spiegare la sua importanza nella storia del wrestling, che è talmente enorme da poter essere paragonata all’impatto dei Beatles sulla storia della musica popolare o dell’avvento del sonoro sulla cinematografia. Poi ci sarà sicuramente chi cercherà di spiegare il personaggio, dai suoi progetti paralleli al di fuori dal wrestling (il cinema, il reality show etc) ai vari pettegolezzi più o meno situazionisti. Chi è appassionato di wrestling sa già tutto; chi non lo è non credo che se ne freghi alcunché.
La verità è che il personaggio Hulk Hogan era quello che ognuno immaginava che fosse, ovvero un coloratissimo fumetto monodimensionale anni ’80 che, come spesso accadeva per i lottatori di quell’epoca, faceva fatica a distinguere tra finzione e realtà. Tutto questo lo portava a essere uno smargiasso da competizione, l’equivalente del tizio che in un locale di pescatori si vanta di avere catturato uno squalo bianco a mani nude nel lago di Varese e di averlo cucinato e mangiato insieme a Mattarella, Janis Joplin e Conor McGregor che passavano di là in quel momento. Sono sicuro che anche voi conoscete qualche bugiardo patologico che si vanta di cose non solo improbabili, ma anche impossibili. Moltiplicatelo per cento e forse avrete un’idea di che cos’era Hulk Hogan da questo punto di vista. La qual cosa ci porta a rievocare di quando millantò di essere quasi finito a suonare il basso nei Metallica. E pure nei Rolling Stones.
Tutto comincia con un’intervista al The Sun di circa quindici anni fa. Hulk racconta del suo passato di musicista dilettante e di essere stato un grandissimo amico di Lars Ulrich quando i Metallica erano agli esordi. Ulrich gli avrebbe chiesto di entrare nella band, ma, racconta sempre Hulk, “la cosa non funzionò”.
La cosa era talmente implausibile che divenne virale, come si usa dire adesso, e arrivò persino alle orecchie di Howard Stern, uno dei più celebri conduttori radiofonici americani. Quest’ultimo chiese conferma direttamente a Lars il quale, in diretta, rispose con queste parole:
“Ho una memoria più o meno fotografica di praticamente tutto ciò che ho fatto o vissuto. Quando questa storia è venuta fuori, due o tre mesi fa, sono caduto dalle nuvole. Non conosco Hulk Hogan, non ne so molto di wrestling, non sono un grande fan del wrestling. A meno che lui non si sia presentato con il suo nome di battesimo, ammesso che qualcuno sappia quale sia il suo nome di battesimo, di certo non ricordo di aver fatto nulla con Hulk Hogan”.
Quindi, al di là dei giri di parole incredibilmente educati e diplomatici di Lars, di sicuro i due non solo non erano grandi amici ma neanche si conoscevano. Successivamente anche James Hetfield, intervistato al riguardo, si è fatto una risata e ha detto di non ricordarsi niente del genere, aggiungendo che comunque Hulk avrebbe avuto un impatto notevole nella band, quantomeno visivamente.
La risposta viene quindi riferita allo stesso Hogan che, ai microfoni prima di Noisey e poi di Kerrang, cambia versione:
“Avevo sentito che i Metallica cercavano un nuovo bassista (dopo la morte di Cliff, ndr), quindi ho scritto al loro manager e gli ho anche mandato alcune cassette. Ho continuato poi a telefonare per due settimane e non ho mai ricevuto risposta. Gli hater mi accusano di non aver mai fatto un provino per i Metallica: certo che no, ma ci ho provato!”
Il capolavoro è quell’accenno finale agli hater, che nel linguaggio corrente sta a significare “chiunque faccia notare che ho detto una cazzata”. Ma non è finita, perché, nella stessa intervista, Hogan ha poi raddoppiato il carico:
“Nello stesso periodo mi trovavo in Inghilterra a un qualche evento, e con me c’era Jerry Hall, all’epoca fidanzata di Mick Jagger. L’ho sentita parlare al telefono con lui riguardo alla necessità di trovare un nuovo bassista per i Rolling Stones, e così le ho detto che ero un grande fan degli Stones, che conoscevo tutti i loro pezzi e che sarei stato disponibilissimo per un provino con loro. Sarei stato disposto a mollare il wrestling in un istante per suonare con i Rolling Stones o i Metallica”.
Tanto per contestualizzare, il tutto sarebbe accaduto nel 1986, appunto dopo la morte di Cliff Burton: all’epoca Hulk Hogan era al picco della carriera, di lì a poco sarebbe stato il protagonista del terzo Wrestlemania culminato con la sua celeberrima vittoria contro Andre the Giant (probabilmente l’incontro di wrestling più iconico di sempre) ed era molto ma molto più ricco e famoso dei Metallica. Un po’ come se oggi Erling Haaland mollasse il Manchester City per andare a suonare la batteria nei Gojira.
Purtroppo ora Hulk se n’è andato e non potremo avere nuove rivelazioni su questa fantastica storia. Nel caso vi foste appassionati, vi basterà una rapida ricerca per trovare una lunghissima lista di panzane raccontate dall’Hulkster, molte anche più implausibili di questa. Nel frattempo, al di là di tutto, mi pare sia doveroso ringraziarlo per le emozioni che ha fatto vivere a chi, come me, negli anni ’80 e ’90 era ancora un ragazzino che credeva alle favole. (barg)


Magari era davvero un buon bassista, chissà.
Di certo sarei curioso di ascoltare quelle cassette che aveva mandato al loro manager.
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Non credo abbia mandato alcunché, sinceramente
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Miscredente.
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Forse era meglio di Paulo Jr. O di Tom Araya…😂😂😂😂
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chissà che scenette sul palco, altro che Trujio che fa il gorilla
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suplex a Lars durante …And Justice for All
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