Avere vent’anni: gennaio 2005
Il debutto degli Alcest, Exit dei Rotten Sound, il cazzeggio punk di Alexi Laiho e poi ancora Midnattsol, Avulsed, Grave Digger, Tristania, Macabre Omen, Masterplan e altri ventennali.
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Il debutto degli Alcest, Exit dei Rotten Sound, il cazzeggio punk di Alexi Laiho e poi ancora Midnattsol, Avulsed, Grave Digger, Tristania, Macabre Omen, Masterplan e altri ventennali.
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La band di Mikael Stanne tenta ancora una volta di evolversi. Il tentativo è lodevole, ma le cose si fanno complicate. Forse troppo.
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Per Belardi il periodo 2004-2009 fu il più buio della storia del metal. Questo disco ne è un perfetto esempio, e i successivi furono perfino peggio.
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Comincia così il lentissimo declino della band più impronunciabile della scena indie di quegli anni. O forse è stata solo l’ambizione di suonare universali a relegarli sempre più nell’ombra.
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Quando i finlandesi trovarono l’equilibrio perfetto tra grigliate nel bosco e afflato bucolico, realizzando il loro disco migliore.
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